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Dalla posta per me: Lenin e Che Guevara a scuola…

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 1 ottobre 2008 | Prima Pagina

Onorevole, 
Con mia grande indignazione ho visto nell’ufficio del vice preside dell’Istituto G.Matteotti di Pisa la foto incorniciata di Che Guevara e anche quella di Lenin. Sul secondo no coment, ma il primo no!! Penso che in una scuola pubblica non si possa istigare a false ideologie, prima studino bene la storia, e poi decidano se sia il caso di considerare tale come un eroe. Con quale futuro può crescere un paese se si crea il mito di un assassino e terrorista come lo era lui (chiediamo alle famiglie dei contadini boliviani o degli oppositori che ha ammazzato o fatto ammazzare, dove erano i diritti umani ?) La scuola deve pensare a dare una istruzione degna e il preside fare in modo che questa funzioni, e non condizionare gli alunni con le sue ideologie.
Cordiali saluti
Ernesto

Commenti

Commenti Commenti (5) |

5 Commenti »

  1. massimiliano scrive

    L’espressione culturale di una protesta deve poter prescindere da considerazioni ideologiche e politiche. La trasformazione necessaria del mondo scolastico dovrebbe essere, a parer mio, accompagnata da manifestazioni (di sostegno o di dissenso) reali e oggettive; libere espressioni della cultura personale e realmente motivate da convinzioni personali. La nostra scuola, in questi ultimi anni, è stata condannata dalla fantasia politica a continue revisioni: inutili e superflue secondo alcuni ma necessarie e dettate dal bisogno per altri. Quest’ultima, però, trova, finalmente, dei riferimenti oggettivi, validi e di larga rappresentanza. Ritengo opportuno, pertanto, che ci si adoperi per un maggior sostegno a questo intervento del governo, un sostegno chiaro, convincente e che possa dar voce a tutte quelle persone che credono in questa riforma.

    11 ottobre 2008 | #

  2. nicola scrive

    Mi scuso per il tono un po’ polemico, ma la scuola elementare vicino al mio posto di lavoro ha apposto un grande striscione: No al Maestro Unico, no al Pensiero Unico.

    DUnque due incoerenze: per evitare il pensiero unico a fianco ci vorrebbe uno che dicesse si al maestro unico, secondo: di che ci si preoccupa, se davvero ci sarà il maestro unico le maestre avranno la possibilità di formare meglio dei bambini contro il sistema, senza rischiare di trovare un’insegnante filo-governativa…

    7 ottobre 2008 | #

  3. Andrea Cevasco scrive

    Caro Onorevole Antonio Palmieri, la scuola è un ritrovo multiculturale dove si dovrebbe poter attingere alla conoscenza. I simboli servono a fare meditare almeno fino a quando vi è una pluralità simbolica. Arte: fotografia, disegno, scultura, musica, filosofia, architettura, geometria ecc possono essere utilizzate tutte, in maniera distorta ad uso e consumo di chi le insegna. Da qui nasce il mio dubbio sull’insegnante unico.
    Preciso che l’attuale scuola statale è talmente pregna di distorsioni che, una riforma doveva e deve essere fatta. Ma con l’attuale corpo insegnanti mi preoccupa alquanto affidare ad un’unico insegnante la formazione dei giovani italini che sono il futuro della nostra nazione. Se già oggi succede che si vogliano togliere dalle scuole i crocefissi e poi ritroviamo appese alle pareti foto di Lenin e Che Guevara, domani cosa ci aspetta? I ragazzi sono spugne che apprendono tutto e non hanno ancora la capacità di dicernere. Una pluralità di insegnanti dovrebbe, in via teorica, garantire una pluralità di informazione.

    Condivido appieno con Lei che fare conversazione, nell’accezione nobile della cosa, presuppone che uno abbia qualcosa da dire sul tema onde arricchirne i contenuti. La rete però rimane libertà e anarchia, dove chiunque può dire e scrivere ciò che vuole. Vi è molta spazzatura, ma a volte anche tra la spazzatura si trova qualcosa di utile. Censurare non serve a nulla, certi commenti rafforzano le idee e si commentano da soli.

    4 ottobre 2008 | #

  4. Antonio Palmieri scrive

    Ivan, ho approvato il suo commento solo perchè esemplifica il modo in cui non si fa conversazione on line, almeno nel mio blog.
    Ernesto ha posto un tema, tu non hai risposto al tema e hai preso a pretesto il post per parlare d’altro, non confrontandoti con il merito di quanto posto da Ernesto e, soprattutto, compatendolo come fosse un minus habens.
    Il blog è utile se genera confronto e non prepotenza. Per questo modero i commenti. Antonio Palmieri

    3 ottobre 2008 | #

  5. ivan scrive

    ernesto.. indignato?
    scusa ma il tuo idolo capo del governo.. con le dichiarazioni di questi giorni piuttosto non sta dando vero motivo di indignazione..?
    tra l’altro evidenziato anche oggi da Fini?

    si hai ragione nelle scuole solo il facione di silvio..

    che tristezza…

    2 ottobre 2008 | #

Per fare in modo che la conversazione sia utile e proficua, tutti i commenti saranno letti ma saranno pubblicati quelli che porteranno un contributo effettivo al tema proposto dal post.

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