Vai direttamente a:

Cosa penso dell’attuale situazione

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 22 maggio 2012 | Prima Pagina

Ecco la mia intervista a Tempi di Carlo Candiani.

«Il Pdl ripartirà dal Nord per riconquistare l’elettorato nazionale»

Antonio Palmieri (Pdl): «Dobbiamo recuperare i nostri valori di sempre: la sussidiarietà, la solidarietà e il mercato libero e declinarli nel contesto globale. Solo così i voti dati a Grillo torneranno al Pdl»

I risultati delle votazioni amministrative hanno mostrato lo stato confusionale del Pdl e dei suoi esponenti, che si lasciano andare alle più diverse dichiarazioni. Cosa sta succedendo al partito? Sta pagando l’inevitabile appoggio all’esecutivo Monti? «Berlusconi sei mesi fa ha fatto la scelta di non trascinare il paese verso le elezioni anticipate, ma di accettare un governo tecnico. Questo per mettere fine al clima di guerra civile e per lavorare a quelle riforme costituzionali necessarie per rendere il paese governabile» A parlare a Tempi.it è Antonio Palmieri, deputato del Popolo della Libertà e coordinatore della comunicazione in rete del Pdl. «Riforme condivise che non debbano passare per le forche caudine dei referendum. Questa è ancora oggi la scommessa berlusconiana: la forma di governo, i poteri del premier, il superamento del bicameralismo perfetto, la riduzione del numero dei parlamentari sono temi ineludibili».

La crisi interna al Pdl è un problema di contenuti o di strategia comunicativa? Si parla di un nuovo nome, di facce nuove ma può bastare?
Non c’è comunicazione senza contenuto, non c’è forma senza sostanza. Al di là dei cambiamenti di nome e strategie comunicative, il primo lavoro da fare è recuperare una nuova visione della realtà. Il mondo è cambiato e bisogna essere in grado di proporre soluzioni nuove, parlare dell’Italia e dell’Europa che intendiamo costruire. Il resto vien da sé.

Organizzerete un congresso?
Quello che ci ha sempre caratterizzato è il dialogo con il popolo. Il congresso è un momento auspicabile ma se, come dicevo prima, non pensiamo prima ai contenuti, rischiamo di farlo diventare un appuntamento autoreferenziale.

 Leggi l’articolo completo

Commenti

Commenti Commenti (7) |

7 Commenti »

  1. anna maria baldocchi scrive

    Conclusa la lunghissima corsa elettorale caratterizzata dalla salita retorica della sinistra possiamo asserire che la “loro aria nuova” (inquinata di poltronifici) si respira a Lucca. Il loro sindaco che non mi rappresenta deve accontentare le istanze della FED (PRC + Comunisti italiani), ma non ha ancora stilato il programma per i lucchesi, quello per gli immigrati clandestini è già nel cassetto. Vorrei sapere se il Sig. Sindaco vule fare qualcosa in tema di sicurezza e di integrazione, sempre che Scalfaro glielo abbia insegnato.

    12 giugno 2012 | #

  2. Francesco Tarallo scrive

    Caro Palmieri, io non mi sono allontanato, ma condivido l’analisi di Gabriella. Cosa non va, perchè i nostri elettori ci hanno voltato le spalle, e solo partendo da questa analisi che il partito può risalire la china e magari vincere le prossime elezioni, ma il tempo è tiranno, e allora dico solo poche cose. La prima e che quando molti dei nostri vanno in televisione, danno uno spaccato di un partito diviso, meglio sarebbe una direttiva della segreteria nel invitare le varie emittenti a rivolgersi direttamente al partito e lo stesso decidere chi partecipa ai noiossissimi talk show. Il secondo punto e che noi dobbiamo parlare solo di politica economica, di ripresa industriale(cosa che non credo che avverrà mai più) per far capire alla gente della grave situazione che si è venuto a creare in Europa e nel mondo occidentale. Nessuno parla più dello spread, cosa sbagliatissima, visto che è su quello che è stato attaccato e dimesso il governo Berlusconi. Nessuno dice che ormai abbiamo superato i 2000 miliardi di debito pubblico, nessuno parla e indica dove e come tagliare la spesa pubblica(auspico un convegno di almeno 3/4 giorni del PDL sulla politica economica italiana e mondiale con relatori con le palle). In poche parole, se non facciamo risaltare la differenza tra noi e gli altri, il partito non riuscirà più ad aggregare, e basta con il correre su i CASINI e MONTEZEMOLO che sono comunque il vecchio unitamente agli altri di un Italia messa in ginocchio.

    4 giugno 2012 | #

  3. anna maria baldocchi scrive

    Mi sono permessa di dare un suggerimento all’Agenda Digitale.
    Credo che l’attenzione per colmare il Digital Divide sia fondamentale per lo sviluppo del tessuto economico, soprattutto per le piccole imprese, autonomi e professionisti. Per esempio la connettività ancora a macchia di leopardo è un elemento di squilibrio sempre più evidente man mano che l’uso di internet e dell’informatica si diffonde e diventa esigenza quotidiana.
    Ma il Digital Divide non è solo un problema di infrastruttura e tecnologia: un obiettivo importante è la formazione informatica di base in ogni ambito ove sia necessaria. La Political Digital Accademy del PDL è un esempio del giusto spirito con cui affrontare il problema e non dovrebbe rimanere limitato alle strutture di partito.

    28 maggio 2012 | #

  4. Andrea Cevasco scrive

    Caro Onorevole: bisogna partire dalla realtà. Gli italiani con il loro voto o non voto hanno detto chiaramente che il rapporto di fiducia tra il PDL e loro non esiste più. E la fiducia è una cosa seria, una volta persa difficilmente viene ridata. Certo per provare a riconquistarla non bastano spot elettorali promesse e/o congressi. Serve coraggio pazienza e rinnovamento dei contenuti e delle persone. Serve un coinvolgimento maggiore della base e una buona dose di umiltà. Tutti devono valere uno fino alle elezioni e bisogna finirla con le prebende e le rendite di posizione. Il sistema partitico romanocentrico ha fallito, bisogna andare oltre.

    25 maggio 2012 | #

  5. gabriella scrive

    E’ bello poter esprimere i nostri pensieri e desideri, specialmente chi come me invalido e impossibilitato a muovermi per troppe patologie, ma sempre viva e giovane e con voglia di vivere, ma ancora più bello è credere che qualcuno legga quanto si scrive e non che siano solo parole scritte ma non lette.

    23 maggio 2012 | #

  6. gabriella scrive

    Egregio onorevole, io credo che se vogliamo possiamo rinascere, ma in modo diverso. Occorre abbandonare completamente la vecchia politica perchè se ne è perso il significato, oggi la politica è diventata solo un posto dove arricchirsi a gogo, un posto dove fare anche reati, il PDL deve fare una totale pulizia, cominciando con persone nuove, deve rinunciare ai privilegi e ai mega stipendi, è assurdo che un lavoratore guadagni 1000 euro al mese e un politico almeno 20000, ci si riempie la bocca di equità ma cosa vuol dire veramente. Questo è un motivo di allontanamento dalla politica, il popolo è pronto a fare immensi sacrifici per il proprio paese, ma l’esempio devono darlo i nostri politici se vogliono essere credibili. Quindi occorre prima eliminare tutto quello che si può tagliare nella p.a., nei partiti. Avrei preferito che Alfano avesse rifiutato il finanziamento ai partiti, l’aveva anche dichiarato, è stato molto negativo per gli elettori già delusi dalle troppe tasse, Il partito può rinascere dalle ceneri, anche più forte di prima ma deve essere un partito nato dal popolo, i politici devono essere i missionari per vreare il benessere del paese, ognuno deve fare la sua parte, il popolo va ascoltato, quando si lamenta troppo vuol dire che qualcosa non va. Quindi oltre che tagliare, oltre che mettere i politici più a misura dell’uomo del popolo occorre ascoltare i problemi che la gente vorrebbe fossero risolti. Il partito deve essere per il popolo e il popolo farà di tutto perchè il partito lo diventi nel migliore dei modi collaborando, perciò ben vengano congressi, ben venga il web, l’importante che il popolo possa parlare ma vorrebbe anche che magari gli fosse risposto. Occorre puntare su giovani cresciuti ed aiutati da scuole apposite che insegnino loro ciò che devono fare in politica onestamente e con passione. Molti dicono che Berlusconi è anziano e dovrebbe ritirarsi. Io credo che l’età non centri, si può essere giovani a 80 anni e vecchi a 50, gli esempi li vediamo nella nostra politica. Io ho quasi 70 anni ma mi ritengo giovane dentro ed ho tanta voglia di vedere cose positive e la speranza che possano nascere e crescere. Consiglierei e spero che lei lo riferisca al Presidente Berlusconi, che Casini e Montezemolo non vanno bene, gli elettori non dimenticano chi ha tradito, e chi lo ha fatto una volta lo rifarà specialmente se l’unico scopo è ottenere poltrone. L’idea delle liste civiche credo sia un’idea, molto tempo fa avevo espresso qualcosa di simile. Occ0rre pensare a riconquistare gli assenteisti e pensare ad aumentare i giovani andando incontro alle loro aspettative. E poi basta con un nome dove ci sia Italia. Dobbiamo creare un partito che nasca dal popolo perchè non LA VOCE DEL POPOLO? Continuo a sperare chissà magari qualcuno qualche piccola idea l’ho avuta.

    23 maggio 2012 | #

  7. Giorgio scrive

    Al mio On… così ti scrivevo molti anni fa, come sai ha seguito della mia dissavertura mi sono, diciamo, ritirato dalla politica; oggi io e la mia famiglia abbiamo ritrovato la serenità, parola poco conosciuta da molti politici. Purtroppo ho visto e vissuto anchio come molti di forza italia questo degrago della politica, ma questo è quello che oggi è. L’esperienza politica di molti anni in prima linea tra, piccoli comuni e la provincia mi ha fatto capire che se la ns ideologia liberare, credente e tollerante deve ritornare ad essere espressione della maggior parte degli elettori occorre innanzitutto che chi rappresenta il cittadino deve essere eletto dal cittadino. già prima era importante la rappresntanza diretta, oggi con il degrado e la crisi per la politicà lo è ancora di più. So che tu sei uno dei pochi che può parlare “nell’orecchio” del ns Presidente, allo digli che un semplice ed onesto cittadino che fu un politico di Forza Italia della prima ora in prima linea da sempre gli dice ” Presidente fai in modo che tutti quelli del PDL ho futuro partito che sia siano rappresentativi del territorio -porta a porta- e chi non raccoglie preferenze non possa rappresentare il cittadino, fai in modo che la ns classe politita sia fatta da uomini e donne non più senza una storia lavorativa e professionale alle spalle, che siano giovani-giovani-giovani con spirito d’abnegazione e d’impegno ed infine che questi uomini e donne siano espressione di una filosofia umanistica – tollerante e paziente. Così Presidente ridarai speranza al futuro dell’Italia.
    PS so che l’On Antonio una volta leggeva tutte queste considerazioni di persona, oggi non lo so, se non fosse così, prego tu che leggi di trsmettergli i miei saluti e il messagio. inoltre ho scoperto che la sua Elisabetta gli ha dato un figlio, non so da quando, mi spiace, comunque sono immensamente felice per loro. Grazie e che sia così !

    22 maggio 2012 | #

Per fare in modo che la conversazione sia utile e proficua, tutti i commenti saranno letti ma saranno pubblicati quelli che porteranno un contributo effettivo al tema proposto dal post.

Feed RSS di questi commenti. | TrackBack URI

Tecnologia Solidale
Continua

Questo sito Web utilizza i cookie. Continuando a utilizzare questo sito Web, si presta il proprio consenso all'utilizzo dei cookie.
Per maggiori informazioni sulle modalità di utilizzo e di gestione dei cookie, è possibile leggere l'informativa sui cookies.