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Buongoverno/la posta certificata

Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 27 aprile 2010 | Prima Pagina

Da lunedì 26 aprile è operativa la PostaCertificat@,  servizio di comunicazione telematica tra Cittadino e Pubblica Amministrazione. La posta certificata è gratuita e destinata ai cittadini italiani maggiorenni che ne facciano richiesta,  anche residenti all’estero.

Attraverso la PostaCertificat@ puoi dialogare comodamente e in modo sicuro con la Pubblica Amministrazione da casa (o con qualsiasi dispositivo in grado di connettersi ad internet) per:

– richiedere/inviare informazioni alle Pubbliche Amministrazioni
– inviare Istanze/documentazione alle Pubbliche Amministrazioni
– ricevere documenti, informazioni, comunicazioni dalle Pubbliche Amministrazioni

Risparmia tempo e fatica. Richiedi la tua posta certificata sul portale www.postacertificata.gov.it
In settimana mi registro per avere la mia.

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8 Commenti »

  1. antonio, anthony, antony scrive

    Postacertificat@.gov.it. Desideravo segnalare, dopo i precedenti messaggi, che forse sto arrivando al traguardo: non quello positivo perchè non sono riuscito a far gestire la PEC dal mio Client, ma almeno a quello negativo, quello del recesso da questo ingarbugliato labirinto. Due samaritani, e l’uso combinato dei suggerimenti segnalatemi, mi hanno permesso d’avvicinarmi alla conclusione. Riassumo perchè potrebbe essere utile ad altri. E’ indispensabile effettuare il “log in” nella PEC, ciò che avrei potuto fare sin dall’inizio e non ho fatto; entrati nella sezione “Documenti e Manuali” si ha a disposizione un elenco molto più lungo di quello indicato nel precedente messaggio, fra i nuovi aggiunti c’è anche il modulo per il recesso; la URL è: http://www.postacertificata.gov.it/guida_utente/recesso-dal-servizio.dot (l’altra è riservata solo alla PA: https:www.postacertificata.gov.it/guida_pa/download-documenti-pa.dot).
    Ho trovato il modulo, l’ho completato con i dati richiesti, ho preso nota che devo inviarlo alla casella di posta certificat@ di: centroservizi@postacertificata.gov.it, ma non so come fare a farlo; sul modulo stesso non esiste una casella di comando tipo “spedisci” e non è neppure possibile copiare il modulo con il comando “copia” per inserirlo nella casella di posta PEC che dal web parrebbe funzionare, perchè, ed è spiegato nel modulo, i dati non sono copiabili e chi vuole farsene una copia deve stampare il documento prima di spedirlo?!? Ho provato a premere alcune volte il tasto “invio” sulla tastiera, ma non ho la minima idea se abbia prodotto qualche risultato a destino.
    Allora qual’è l’ultima speranza? E’ rimasto qualche buon samaritano che abbia tempo e voglia per postarmi un ultimo commento d’aiuto?
    Approfitto dell’occasione per ringraziare, elencandoli nome, gli speciali buoni samaritani che ho incontrato sinora: non ritengo elegante citare i blog, ma riconosceranno, dal momento che questa volta il messaggio è inviato solo ai blog nei quali sono apparse le loro risposte: Felter e Luca (o Luca e Felter), i due i cui ultimissimi suggerimenti tecnici, combinati fra loro, mi hanno permesso di giungere in vista della costa (ma non ancora sulla terra) e poi, in ordine casuale, Ale 206, Alonardi, Gianluca Pollesel, Gigicogo, Danyweb, Benzene, Gigi; mi scuso per involontarie dimenticanze.
    Oltre a questi blog il messaggio è inviato anche ad altri due e non certo come assegnazione di medaglia al merito: quello del ministro promotore (nell’antica Roma il corteo trionfale e il passaggio sotto l’arco del trionfo era riservato ai loro generali non quando partivano per una guerra, ma quando vi ritornavano da vincitori) per il quale era, forse, meglio attendere l’evoluzione della situazione. Gli inizi sono sempre problematici, quando poi dopo l’inizio problematico sprofonda nel più assoluto silenzio sul come e quando risolvere i problemi, allora più che di una Austerlitz si tratta solo dell’ennesima Waterloo; l’altro blog, trovato per caso e di cui non si è compreso lo scopo, è quello di un Parlamentare delle forze politiche al governo.
    Alcuni di questi samaritani, in maniera amichevolmente bonaria, mi ha fatto notare che non avevo risposto a loro domande e/o confermato che avevo provato i loro suggerimenti, cerco di ovviare ora in maniera cumulativa:
    a) in precedenza riferivo d’aver inserito nel client tutti i valori suggeriti nel sito della PEC (che coincidevano con quelli segnalati in alcune risposte); parlando di valori non mi riferivo solo ai codici numerici delle due porte, ma anche all’attivazione di tutte le sicurezze richieste per le porte e quant’altro suggerito per una connessione sicura;
    b) avevo anche chiarito di non avere alcuna difficoltà ad effettuare il “log in” nel sito della PEC; da ciò deducevo d’aver libero accesso anche alla posta, senza però averlo sperimentato; sapendo il senso d’umorismo che circola negli uffici, non potevo spedire ad un paio di questi una mail dal testo “scusate, sto solo provando se la mia PEC pubblica funziona”;
    c) ci si rivolge ad un tecnico anche solo per montare un rubinetto, perchè non rivolgersi ad un consulente informatico in un caso simile? L’osservazione non fa una piega.
    Ambienti ministeriali annunciavano previste adesioni nel primo anno vicine ai dieci milioni (il tiro si aggiustava, poi, a due anni; forse la prossima stima sarà di “milioni nei prossimi anni”).
    Sinora non avevo avuto bisogno di consulenti. Se ci sarà questo esplosivo successo, dove si troveranno tutti i milioni di consulenti necessari? E i relativi costi quanto faranno lievitare lo stanziamento iniziale di cinquanta milioni di euro – una tantum – devoluti a Poste Italiane, Telecom e il terzo di cui non ricordo il nome?
    Non mi sono sopravalutato: mi sono rivolto ad un amico (e saltuario fornitore) titolare di un’attività commerciale di articoli d’informatica e relativa assistenza post-vendita; questi mi ha confessato la sua incapacità d’aiutarmi; era già stato interpellato da un altro cliente, aveva tentato d’entrare nella forma e nella sostanza dell’argomento ma ne era uscito solo con un grande mal di testa. E’ lui che mi ha suggerito d’inserirmi in qualche blog (circa il numero di questi, sono io che ho strafatto)
    d) Windows Live Mail forse non è il client più adatto; forse è un programma assolutamente incompatibile con la PEC governativa: può essere in tutto o solo in parte vero. Sono arrivato a questo client (come a Explorer e altri software Microsoft) per indolente abitudine: ho cominciato con loro e li ho seguiti nel loro evolversi; soddisfacevano le mie aspettative e non vedevo nessun bisogno di cambiare. I consigli che ho ricevuto sono forse fondati ma suggerirei un diverso punto di approccio. La PEC governativa inizia a vagire il 26 Aprile 2010: quando hanno visto la luce i client e-mail Microsoft da cui, per gradini successivi, si è arrivati a WLM (lo stesso vale per Explorer)? Entrambi a livello mondiale occupano ancora la maggioranza assoluta di presenza nonostante delle perdite di posizione); la PEC governativa poteva razionalmente ignorare, come ininfluente, un’eventuale sua incompatibilità con prodotti che predominano per più del 50% sul mercato mondiale? Non si tratta di ideologia, si tratta solo di pura economia e pura finanza!
    Sono consapevole che i miei lunghi interventi non sono da blog (mi sia permessa ancora una sola eccezione se, dopo questo, non avrò ancora avuto successo nel mio recesso): non ho mai avuto dimestichezza con cortissime formule matematiche o con le brevissime urlate sentenze che si sputano a raffica, come uscissero da una mitragliatrice nei bar (o nelle oceaniche manifestazioni di piazza): ho cercato solo, confessando la mia incapacità di risolvere qualcosa per cui chiedevo aiuto, di suggerire alcuni argomenti, alcune riflessioni che non mi sembravano banali.
    Spero che la descrizione della mia esperienza, con i diversi passaggi, così come alcuni suggerimenti di carattere pratico, ridotti a sintesi da qualcuno di chi mi ha assistito, possano servire di pratico aiuto ai sicuramente molti (fra i milioni di aderenti pronosticati ministerialmente) che ne saranno in cerca, constatato che dall’ambito istituzionale e/o concessionario del servizio il poco che è stato fatto era confuso, inconcludente, contraddittorio e senza alcun valore risolutivo pratico.
    Rinnovati ringraziamenti e saluti.
    antonio, anthony, antony

    18 maggio 2010 | #

  2. antony scrive

    Postacertificat@.gov.it. Non sono trascorsi neppure due giorni dal mio messaggio conclusivo in cui segnalavo la mia decisione di recedere dal servizio governativo indicata non essendo riuscito a renderlo operativo anche se ormai da parecchi giorni avevo ricevuto conferma ufficiale della sua esecutività. Si era trattato della mia prima esperienza d’intervento nel mondo dei blog, spinto da un’impellente necessità di conoscere altre esperienze su quanto mi stava accadendo, l’avevo trovata molto stimolante, ma la consideravo conclusa. Si trattava ormai solo di attivare il mio diritto al recesso che, come avevo letto prima della sottoscrizione, mi era garantito in qualsiasi momento.
    Ho ripassato la procedura, di per sè semplicissima: si tratta di ” inviare il form di Recesso dal servizio PostaCertificat@ alla casella centroservizi@postacertificata.gov.it presente nella sezione Documenti e Manuali del portale http://www.postacertificata.gov.it” .
    Il problema è che non sono riuscito a trovare il form necessario da compilare e spedire. In precedenza ho ammesso di essere inesperto, non mi parrebbe però d’essere superficiale (troppi difetti nello stesso soggetto sarebbe una tragedia) e credo d’essere stato accurato nella ricerca di questo modulo in tutto il sito; non posso però escludere che, ormai prevenuto nei confronti del sito e di cosa rappresenta, il fastidio che ho accumulato nel frattempo, mi abbia reso del tutto cieco (sarei allora da annoverare proprio fra i dummies – nel significato americano che solitamente i dizionari bilingui italiani non riportano; esisteva una volta una serie di manuali italiani per la computeristica che nel titolo si rivolgeva proprio ai dummies, ed è per tale ragione che mi sono permesso citare il vocabolo). C’è qualcuno dei frequentatori di blog che, al contrario di me, è riuscito ad individuare questo form?
    Allego di seguito – anche a costo d’allungare il messaggio – le citazioni originali dal sito PEC che fanno riferimento a tale manuale, le sole che ho trovato.
    — Contenuto della sezione Documenti e Manuali: “Condizioni Generali del Servizio PostaCertificat@, Decreto 6 Maggio 2009, FAQ Cittadino, Guida Utente Cittadino, Informativa per la Privacy Cittadino, Informazioni per garantire la sicurezza del servizio, Modulo di Adesione Cittadino, Manuale Operativo”
    Art.7 – Recesso (da Condizioni Generali del Servizio PostaCertificat@)
    7.1 L’Utente potrà recedere, in qualsiasi momento e con effetto immediato, dai Servizi Base senza alcun onere, comunicando la propria volontà di revocare detti servizi.
    7.2 Il recesso potrà essere esercitato attraverso una procedura automatica disponibile nell’apposita sezione del Portale WEB …
    Art.5 – Come recedere dal servizio PostaCertificat@ (da Guida Utente Cittadino)
    Per recedere dal servizio, il Cittadino dovrà inviare il form di Recesso dal servizio PostaCertificat@ alla casella centroservizi@postacertificata.gov.it presente nella sezione Documenti e Manuali del portale http://www.postacertificata.gov.it
    Salutando ringrazio sin d’ora per ogni commento.
    antonio, anthony, antony

    17 maggio 2010 | #

  3. antony scrive

    Postacertificat@gov.it. – a partire da tre giorni dopo che avevo ricevuto conferma al mio indirizzo mail abituale, non PEC, che la mia casella PEC era stata attivata (e ciò era avvenuto il giorno successivo a quello in cui m’ero recato all’Ufficio Postale indicato per completare e sottoscrivere la domanda, ottenendo una copia di tale documento con timbro postale a conferma dell’avvenuta e felicemente conclusa procedura, non riuscendo però a renderla effettivamente operante attraverso il mio client di posta – Windows Live Mail – anche se il “log in” nel sito web “pec.gov.it” riuscivo a farlo senza difficoltà, ho iniziato a parlare della mia esperienza in “blog” diversi e trattandosi della mia prima esperienza in assoluto ero piuttosto impacciato.
    Ho iniziato in data 9 maggio per terminare il 12 dello stesso mese. Non ricevendo risposte o non riuscendo a risolvere il problema nonostante le risposte, ogni giorno allargavo la cerchia dei blog nei quali inserivo il mio messaggio che, salvo poche varianti di carattere letterario, era sempre lo stesso. In totale ho distribuito dai 25 ai 35 blog-messaggi (uno di questi anche al blog del Ministro della Repubblica Italiana, promotore e mentore di questa iniziativa, Dott. Brunetta), ricevendo in totale 5/6 risposte sotto forma di commento alla mia impostazione.
    Ho usato tre nomi diversi, “antonio” “anthony” e “antony”, corrispondenti a miei tre precisi indirizzi e-mail (segnalati correttamente, di volta in volta, nella richiesta di ogni blog) rispettivamente nelle domiciliazioni “virgilio.it”, “tin.it” e “gmail.com” non nel tentativo di un puerile camuffamento ma solo per distribuire eventuali messaggi nelle diverse caselle.
    Il mio messaggio spiegava chiaramente la mia ignoranza tecnica e specifica, non è un disonore, aggiungendo che il collegamento era in DSL (o ADSL se si preferisce), che tutti i valori inseriti nel client, nessuno escluso, erano quelli precisati nel sito web PEC.gov. (gli stessi suggeritimi anche in un paio delle risposte ricevute): nonostante ciò non sono riuscito a risolvere il mio problema ed ho quindi deciso di rinunciare: dovrò ora approfondire come fare a farlo, perchè accettando avevo anche accettato d’addossarmi alcuni doveri e concedere alcuni benefici alla Pubblica Amministrazione che non voglio certo lasciare loro. Del mio fallimento non addosso la responsabilità a nessuno se non alla mia insufficiente preparazione tecnica, che avevo d’altra parte già confessato sin dall’inizio: se avessi, tuttavia, immaginato – questa riflessione è rivolta anche, se non in special modo e/o solo, al Ministro (i cui blog-segretari non hanno postato alcuna risposta alla mia domanda, ma anche ciò era già ampiamente previsto) che ha sponsorizzato quest’operazione da cinquanta milioni euro, ammesso poi che siano solo cinquanta, studiata per rendere la PA sempre più familiare e vicina al cittadino – che per poter accedere a questo servizio dovevo disporre delle conoscenze assicurate da un “degree” conseguito presso Harward e/o il MIT, entrambe le università nel Massachusset, o di Yale nel Connecticut, non avrei certo neppure iniziato.
    Infine non ho nessun reale bisogno, nella mia condizione, di una PEC: se questo bisogno fosse solo anche blandamente esistito avrei già provveduto in modo diverso da tempo; sul mercato esistono offerte collaudate e con un maggior ventaglio di servizi a costi annui irrisori.
    L’annuncio della PEC pubblica mi aveva infiammato quasi come un garibaldino, non perchè era gratuita, ma perchè, da cittadino, mi sentivo in dovere di ricompensare, da cittadino, gli sforzi del mio Ministro rispondendo con un minimo d’impegno da parte mia che si è minvece dimostrato quasi un incubo, senza neanche ottenere il risultato sperato.
    Questo messaggio, che introdurrò ora in tutti i blog in cui apparve il mio primo, non è un desiderio di visibilità ma una doverosa risposta d’apprezzamento per tutti coloro che mi hanno ospitato, coloro che mi hanno letto, e un ringraziamento caloroso e apprezzatissimo a tutti coloro, pochissimi, che mi hanno risposto. In alcune delle risposte ho trovato veramente il calore di chi, disinteressatamente, vuol esserti vicino e aiutarti al massimo delle sue possibilità. GRAZIE!
    firmato da: antonio, anthony, antony

    15 maggio 2010 | #

  4. antony scrive

    Non ho conoscenze tecniche specifiche, vorrei tuttavia sottoporre la mia recente esperienza con posta certificat@governoitaliano. Da sei giorni ho ricevuto conferma che la mia casella è attiva e pare sia effettivamente tale quando mi collego al sito web riesco a log in. Se cerco invece d’utilizzarla tramite il client di posta – Windows Live Mail – continuo a ricevere segnalazione d’errore perchè “user e/o password” non corretti; è ripetutamente richiesto di reinserire tali dati “corretti” ma il risultato è la ripetizione dell’identica risposta. Naturalmente ho la DSL e la configurazione del client (POP3 e il resto) è stata effettuata inserendo tutti i valori indicati nelle istruzioni. Sono state già segnalate esperienze simili? Ho contattato il numero verde suggerito ma ho trovato solo segreterie telefoniche che ripetono quanto già stampato nel sito web.

    12 maggio 2010 | #

  5. Alfio scrive

    Grazie al Tuo sito ho scoperto a cosa serve e come creare la posta certificata, già fatto tutto, grazie Alfio. Grazie al Governo che ci ha permesso di vere uesto canale diretto con la PA e senza ulteriori spese

    9 maggio 2010 | #

  6. Antonio Palmieri scrive

    Mi sono registrato, al primo colpo, stamattina, sabato 1 maggio

    1 maggio 2010 | #

  7. aurim scrive

    adesso ore 18.15 ci sono riuscito

    30 aprile 2010 | #

  8. aurim scrive

    Ti registrerai in settimana se ci riuscirai io ancora oggi non ci sono riuscito è intasato.

    30 aprile 2010 | #

Per fare in modo che la conversazione sia utile e proficua, tutti i commenti saranno letti ma saranno pubblicati quelli che porteranno un contributo effettivo al tema proposto dal post.

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