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Decreto-legge “Disposizioni urgenti per le università e gli enti di ricerca”

Antonio Palmieri

Attività 2003

Decreto-legge “Disposizioni urgenti per le università e gli enti di ricerca”

Scritto da Antonio Palmieri | 27 Maggio 2003 | Attività 2003

Relazione
del 27 maggio 2003

Il decreto-legge in esame detta disposizioni urgenti per l’università e la ricerca (artt.1-2), nonché norme per l’abilitazione all’esercizio della professione di farmacista (art.3).
L’articolo 4 dispone, come di consueto, in ordine all’entrata in vigore del decreto-legge e alla sua conversione in legge.

L’articolo 1 individua nuove risorse (comma 1), nonchè specifiche forme di agevolazione (commi 2 e 3), per promuovere servizi per gli studenti e la loro mobilità internazionale, nonché per incentivare le iscrizioni a corsi di studio di particolare interesse nazionale e comunitario e incrementare il numero degli studenti dotati di elevata qualificazione scientifica. Tali obiettivi sono perseguiti attraverso la creazione del “Fondo per il sostegno dei giovani e per favorire la mobilità degli studenti”, con il quale viene rifinalizzato l’utilizzo delle risorse per l’incentivazione dell’impegno didattico dei professori e dei ricercatori e per l’attivazione di assegni di ricerca, di cui, rispettivamente, agli artt.4 e 5 (co.1) della legge n.370/1999.
Tali fondi, per un ammontare complessivo di 78.259.174 euro, verranno ripartiti tra gli atenei in base a modalità definite con successivo Decreto Ministeriale del MIUR, sentiti la Conferenza dei rettori delle università italiane e il Consiglio nazionale degli studenti universitari.
L’art. 1 al comma 4 vincola, inoltre, le eventuali economie di spesa delle università (sempre derivanti da risorse acquisite per l’incentivazione dell’impegno didattico dei professori e dei ricercatori) relative agli anni 1999-2001 ed accertate nel conto consuntivo 2002, ovvero non impegnate per il 2002, dalle università medesime, alla data di entrata in vigore del decreto-legge in esame, ad assicurare un adeguato livello di servizi agli studenti.

Questi gli obiettivi del Fondo per la mobilità degli studenti:

– Sostenere la mobilità internazionale degli studenti, anche nell’ambito del programma europeo Socrates-Erasmus, mediante l’erogazione di borse di studio integrative. Con questo decreto le risorse messe a disposizione dall’Unione Europea verranno aumentate di circa 6 milioni di euro a carico del Fondo per la mobilità. Aumenterà di circa il 50% l’importo delle attuali 14.000 borse di mobilità e si avrà una disponibilità di circa 20.000 mensilità da destinare a nuove borse: calcolando una durata media di 6 mesi sono ipotizzabili 3.500 nuove borse di studio. Si tratta di una misura coerente con gli orientamenti europei sulla necessità di una sempre maggiore mobilità degli studenti universitari, confermata nelle riunioni preparatorie alla Conferenza di Berlino che si terrà nel prossimo settembre;

– Assegnare agli studenti capaci e meritevoli iscritti a corsi di laurea specialistica e di dottorato di ricerca assegni per l’incentivazione delle attività di tutorato e didattico-integrative,
propedeutiche e di recupero;

– Promuovere, in determinate aree scientifico-disciplinari, corsi di dottorato di ricerca inseriti in reti nazionali e internazionali di collaborazione interuniversitaria, coerenti con le linee strategiche del Programma nazionale per la ricerca;

– Incrementare i finanziamenti per gli assegni di ricerca e per le borse di dottorato e post-dottorato, in modo da passare dalle attuali 3.000 a 8.000 borse. Tale misura avvicinerà l’Italia ai livelli di Francia e Germania, i Paesi comunitari con un maggior numero di borse di dottorato e post-dottorato;

– Incentivare le iscrizioni degli studenti a corsi di studio inerenti ad aree disciplinari di particolare interesse nazionale e comunitario quali matematica, scienze e tecnologie.

L’articolo 2 riscrive la norma della finanziaria 2003 (quarto periodo del comma 13 dell’art. 34 legge 27 dicembre 2002 n.289) e amplia la possibilità di assunzioni a tempo determinato presso le università e gli enti di ricerca.
E’ una importante integrazione alla legge Finanziaria 2003, che permette di razionalizzare le assunzioni a tempo determinato da parte degli enti di ricerca e delle università. In particolare è data facoltà alle università e agli enti di ricerca di ampliare le assunzioni a tempo determinato mediante il reperimento di fondi propri al fine di cofinanziare progetti di ricerca in campo europeo.

L’articolo 3 prevede l’indizione, per l’anno 2003, di una sessione straordinaria di esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di farmacista, riservata ai laureati con percorso formativo quadriennale che abbiano iniziato la loro formazione anteriormente al 1° novembre 1993, in attuazione dell’articolo 12 della direttiva 2001/19 dell’Unione Europea.


Due anni di lavoro in cifre

Scritto da Antonio Palmieri | 12 Maggio 2003 | Attività 2003

Resoconto agli Elettori
del 12 maggio 2003

1. Camera dei Deputati
Presenze votazioni in aula: 98,76%. (12.937 sul totale di 13.099).
Presenze alle sedute della Commissione cultura: 98,99%

2. Sintesi attività alla Camera dei Deputati

2.1. Proposte di legge:
Un deputato di maggioranza ha tra i suoi compiti principali quello di sostenere le leggi proposte dal governo e di migliorarle con emendamenti. Con le mie presenze ho cercato di fare questo.
Inoltre ho sottoscritto numerose proposte di legge promosse da altri colleghi. Ma quelle che sento mie, che ho contribuito a scrivere e per le quali mi sto battendo sono due:
– Legge Rivolta-Palmieri, per il riconoscimento delle sofferenze patite dai militari italiani deportati in Germania dopo l’8 settembre 1943. Attualmente in discussione presso la Commissione Difesa della Camera.
– Legge Campa-Palmieri, per garantire alle persone con disabilità l’accesso ai siti internet della pubblica amministrazione. Attualmente in discussione presso la Commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera.

2.2. Ordini del giorno ed emendamenti significativi da me promossi in prima persona:
– Nella legge di istituzione del Museo Nazionale dello sport, presentazione e approvazione ordine del giorno che impegna il Governo a prevedere l’istituzione di una sezione dedicata allo sport realizzato dagli enti di promozione sportiva e di una sezione dedicata allo sport praticato dai disabili.

– Nella legge finanziaria per il 2003, presentazione e approvazione dell’emendamento che istituisce anche in Italia la Open University, l’università telematica a distanza, il cui decreto istitutivo è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 aprile 2003.

2.3. Leggi da me seguite con particolare attenzione:
Ho seguito con particolare interesse l’approvazione della legge sulla riforma della scuola, la legge per il rilancio dell’economia, la legge sulla fecondazione assistita, la legge sugli oratori, la legge sull’immissione in ruolo degli insegnanti di religione, la legge sull’immigrazione, la legge di riforma del sistema televisivo, la legge sull’aiuto allo sport per le persone disabili, la legge sulla violenza negli stadi.

2.4. Principali attività in Commissione cultura:
– Relatore Documento di Programmazione Economico Finanziaria 2001
– Relatore parere sulla Legge per l’inserimento in ruolo degli insegnanti di religione
– Relatore parere sulla Legge circa la diffamazione a mezzo stampa
– Relatore parere sulla Legge per la libertà religiosa
– Relatore legge sul buono scuola
– Relatore legge sul libro

3. Statistiche Sito internet personale 2001 – 2003

3.1. Visitatori
– 2001 (6 mesi): 8.304 visitatori;
– 2002: 18.216 visitatori;
– 2003 (gennaio-aprile) : 9.364 visitatori

3.2. Statistiche newsletter telematica “Contatto Palmieri”
Anno Iscritti Invii “ContattoPalmieri”
2001 (ottobre-dicembre) 197 4
2002 489 26
2003 (gennaio-aprile) 625 9

4. Attività nel collegio

4.1. Partecipazioni a iniziative pubbliche nel collegio e in provincia di Como:
– 2001 (6 mesi): 6
– 2002: 39
– 2003: (primi 6 mesi): 19

4.2. Cicli di incontri pubblici organizzati nel collegio
2002: “Governare il presente, progettare il futuro”: 5 incontri gennaio-giugno
2003: “Riforma della scuola tour”: 9 incontri dicembre-giugno

4.3. Grandi eventi in Provincia di Como
Seminario internazionale di studi sull’e-government per lo sviluppo (Villa Olmo, 9 marzo 2002)
Conferenza europea sull’e-government (Villa Erba, 7-8 luglio 2003)


Il futuro dell’educazione fisica nella riforma della scuola

Scritto da Antonio Palmieri | 7 Maggio 2003 | Attività 2003

Assieme al collega Paolo Santulli, ho proposto la seguente interrogazione sul futuro dell’educazione fisica nella riforma della scuola
del 7 maggio 2003

ANTONIO PALMIERI. Signor Presidente, anche di recente, per l’ennesima volta, autorevoli fonti giornalistiche, a commento della riforma sui cicli scolastici, riportano l’esclusione dell’educazione fisica dalle materie obbligatorie. In realtà, in un ordine del giorno, sottoscritto da me e dall’onorevole Santulli, il ministro dell’istruzione si è impegnato a dare particolare impulso allo studio ed alla pratica delle discipline a carattere sportivo nei nuovi piani di studio previsti dalla riforma.
Inoltre, il Governo ha ribadito, nella risposta ad un atto di sindacato ispettivo del collega Santulli, la volontà di valorizzare le attività motorie e lo sport nei percorsi di studio.
Le notizie stampa sopra citate hanno ingenerato nei docenti e nelle famiglie confusione e preoccupazione; da qui l’esigenza di riaffermare l’orientamento del Governo in tale materia.
Per questo motivo, chiediamo al Governo di ribadire l’importanza riservata all’educazione fisica nell’ambito dell’attuazione della legge di riforma dei cicli scolastici.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevole Palmieri, il cammino della riforma è spesso stato accompagnato da informazioni tanto allarmistiche per le famiglie e per gli utenti quanto ingiustificate. Questo caso ne è una conferma, perché il Governo non ha alcuna difficoltà ad assicurare agli interroganti, onorevoli Palmieri e Santulli, che la sua intenzione non è solo quella di inserire le scienze motorie e sportive nel profilo educativo, culturale e professionale dello studente del primo e del secondo ciclo di istruzione e di formazione, ma anche quella di ribadirne l’obbligatorietà dell’insegnamento. In questo senso, esse faranno parte delle discipline previste nelle indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati della scuola e dell’infanzia e delle scuole del primo e del secondo ciclo. Sarà poi compito dei docenti trasformare autonomamente le conoscenze e le abilità delle scienze motorie e sportive nell’educazione fisica e sportiva ovvero di promuovere la trasformazione in competenze personali degli allievi.
A questo proposito, è intenzione del Governo potenziare il ruolo dei docenti di educazione fisica e sportiva nella scuola, coinvolgendoli maggiormente sia nell’attività di educazione alla convivenza civile (mi riferisco, in particolare, all’educazione stradale, all’educazione alla salute, alimentare ed ambientale), sia nel collegamento con altre discipline di insegnamento a partire dalle scienze naturali e dalla geografia.
Per questo motivo, mentre la formazione iniziale dei docenti di educazione fisica e sportiva si dovrà armonicamente coordinare ed integrare con quella disegnata per tutti i docenti dall’articolo 5 della legge delega n. 53 che riforma il sistema scolastico, è previsto anche un forte investimento nella formazione e nell’aggiornamento dei docenti in servizio.
Il Governo si augura di poter contare sull’impegno e sul qualificato contributo dei docenti in servizio allo scopo di realizzare questo ambizioso disegno di rinnovamento culturale, teso a valorizzare il ruolo e la funzione dell’educazione fisica e sportiva nel più generale processo della formazione delle giovani generazioni.

PRESIDENTE. L’onorevole Santulli, cofirmatario dell’interrogazione, ha facoltà di replicare.

PAOLO SANTULLI. Signor Presidente, signor ministro, noi non avevamo dubbi. Abbiamo lavorato per quello che ci ha riferito in questo momento e lo stiamo già illustrando in tutti i convegni che stiamo portando in giro per l’Italia. Però, reputavamo indispensabile la risposta ad un noto ed autorevole quotidiano nazionale che, come detto dall’onorevole Palmieri, ha riportato recentemente che la riforma della scuola esclude l’educazione fisica e sportiva dalle materie obbligatorie. Questo allarmistico articolo ha messo in crisi tutti i docenti che già immaginavano migliaia di tagli ai posti di lavoro. Per questo abbiamo voluto l’intervento del Governo. Oltretutto, ci siamo sempre chiesti come si sarebbero potuti stabilire da un lato livelli essenziali di prestazione prescrittivi per ogni istituzione scolastica così impegnativi e, dall’altro, pensare di relegare l’educazione fisica e sportiva in qualche non precisato momento facoltativo o, addirittura, di delegare l’insegnamento anche a soggetti esterni alla scuola.
La legge di riordino dei cicli di istruzione è chiara e prevede espressamente all’articolo 1 l’attività motoria e le competenze ludico-sportive degli studenti ed all’articolo 2 che la scuola dell’infanzia concorre all’educazione ed allo sviluppo psicomotorio. È un’articolazione forte che evidenzia elementi di continuità verticale. Queste cose le abbiamo volute e sostenute sin dalla proposta del professor Bertagna, al quale va il nostro ringraziamento per la sua disponibilità al dialogo. Dobbiamo rivolgere un particolare riconoscimento al ministro Moratti ed all’infaticabile sottosegretario Valentina Aprea che ci hanno offerto la possibilità di partecipare e costruire insieme questo progetto di riforma che ha segnato, tra l’altro, la nascita dell’associazionismo sportivo scolastico e dello sport per ognuno, attraverso la scuola.
Finalmente oggi – e concludo, signor Presidente – dovrebbe essere chiaro che l’insegnamento dell’educazione fisica e sportiva, contenuto nella disciplina delle scienze motorie e sportive, continua ad essere a pieno titolo tra le discipline obbligatorie, esattamente come quelle linguistiche, scientifiche, espressive e così via.
Grazie, ministro, e speriamo che questo nostro reciproco intervento abbia finalmente posto fine agli equivoci (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).


Legge sulla diffamazione a mezzo stampa

Scritto da Antonio Palmieri | 7 Maggio 2003 | Attività 2003

Relazione in Commissione
del 7 maggio 2003

Il nuovo testo unificato in materia di diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di ha sicuramente una valenza positiva per le seguenti motivazioni: in primo luogo, con tale provvedimento si consentirà di semplificare e razionalizzare la normativa vigente in materia di diffamazione; in secondo luogo, si consentirà di alleggerire la pena per il reato di diffamazione a mezzo stampa, eliminando la previsione della reclusione e introducendo sanzioni di carattere pecuniario; in terzo luogo, in questo modo si diminuirà il contenzioso esistente, semplificando il lavoro della giustizia; in quarto luogo, si tutelerà in maniera più adeguata sia la libertà di espressione dei giornalisti, sia quella dei soggetti che si sentiranno da essi ingiuriati.


Mozione contro la dittatura di Fidel Castro

Scritto da Antonio Palmieri | 29 Aprile 2003 | Attività 2003

Testo integrale
del 29 aprile 2003

La Camera, premesso che:
continuano le barbarie perpetrate dal regime comunista a Cuba, che recentemente ha fatto arrestare circa 80 oppositori politici accusati di reati d’opinione;

il regime castrista, facendo ricorso alla violenza, impedisce la libertà di espressione e contravviene sistematicamente al rispetto dei diritti umani;

l’11 aprile 2003 sono stati giustiziati dopo un processo sommario tre degli undici dissidenti cubani che il 2 aprile 2003 hanno tentato una fuga via mare verso gli Stati Uniti d’America;

tra il tentativo di fuga e l’esecuzione della condanna sono trascorsi solo 9 giorni;

degli undici dissidenti sopra indicati, oltre ai tre già fucilati, quattro sarebbero stati condannati all’ergastolo, uno a 30 anni di reclusione, tre donne rispettivamente a 5, 3 e 2 anni di carcere;

una risoluzione del Parlamento europeo di Strasburgo ha condannato l’ondata di arresti avvenuti nelle ultime settimane, chiedendo la scarcerazione degli attivisti promotori del «progetto Varela» arrestati il 18 marzo 2003;

impegna il Governo
a valutare l’opportunità, qualora persistano le carcerazioni e le esecuzioni sommarie, di sospendere tutti i programmi di aiuto pubblico a Cuba;

a monitorare costantemente l’atteggiamento del Governo cubano in merito alla libertà di espressione ed al rispetto dei diritti umani fondamentali;

a riferire al Parlamento che cosa intenda fare per stigmatizzare la grave situazione che è andata creandosi a Cuba.

Firmatari della mozione: Paoletti Tangheroni, Blasi, Azzolini, Angelino Alfano, Zorzato, Fallica, Cossiga, Rivolta, Zanettin, Mauro, Casero, Verro, Galvagno, Caligiuri, Marras, Arnoldi, Fontana, Lavagnini, Adornato, Palmieri, Bertolini, Cicchitto, Lainati, Milanato, Licastro Scardino, Santulli, Pinto, Cesaro, Perlini, Crosetto, Selva, Migliori, Landi di Chiavenna, Michelini.


Parere al disegno di legge sulla libertà religiosa

Scritto da Antonio Palmieri | 8 Aprile 2003 | Attività 2003

Relazione
del 8 aprile 2003

Due sono le principali finalità del nuovo testo del disegno di legge in materia di libertà religiosa e culti ammessi: garantire l’effettiva libertà religiosa personale e al tempo stesso regolamentare la libertà religiosa “istituzionale”.

Il provvedimento è reso necessario data l’esigenza di superare la normativa vigente (che risale al 1920-1930) e garantire un adeguamento dell’attuale ordinamento alla mutata situazione italiana, caratterizzata da una grande varietà della presenza religiosa, determinata dai fenomeni migratori degli ultimi anni.

Oltre all’esigenza di garantire un’effettiva libertà religiosa, come è previsto dalla Costituzione, il provvedimento in esame è finalizzato a creare le condizioni per un vero dialogo con le altre religioni, pur nella fermezza rispetto a coloro i quali infrangono le leggi italiane. Inoltre il provvedimento non contiene previsioni che obbligano, in modo automatico, a stipulare accordi con i rappresentanti delle varie religioni professate nel paese.

Aggiungo un’osservazione di natura culturale: se è vero che il disegno di legge in discussione è finalizzato a garantire un’effettiva libertà religiosa, e che questa libertà è sacra e inviolabile (come peraltro già dice la nostra Costituzione) tuttavia in Italia non tutte le religioni possono essere considerate allo stesso modo, in quanto è indubitabile il fatto che la religione cattolica ha profondamente improntato e caratterizzato il nostro Paese.

Pur essendo vero che ogni professione religiosa merita rispetto, è altresì altrettanto vero che alcune religioni configurano taluni elementi problematici anche rispetto alla Costituzione italiana e ai valori assoluti che la caratterizzano e che sono contenuti nella Dichiarazione dei diritti universali dell’uomo. Di fronte a religioni che mettessero in discussione questi valori, non sarebbe possibile accogliere tali espressioni religiose.

Il disegno di legge in questione affronta dunque un tema difficile e controverso. Per questo motivo, rilevo con piacere che il testo prodotto dalla I Commissione ha sostanzialmente migliorato quello originariamente predisposto dal Governo ma affermo che è però opportuno continuare l’opera di miglioramento dell’articolato di legge.

Per tutti questi motivi, preannuncio una proposta di parere favorevole con le seguenti osservazioni:

1) al comma 1 dell’articolo 12 (articolo che riguarda direttamente le competenze della nostra Commissione) invito la Commissione a valutare l’opportunità di chiarire l’accezione in cui è utilizzata l’espressione «scuole pubbliche», considerato che nella normativa vigente si distinguono le categorie delle scuole statali e delle scuole paritarie private e degli enti locali che, nel loro insieme, costituiscono il sistema nazionale di istruzione.

2) Per l’intero articolo 12, invito a completare l’opera di affinamento del testo, in modo tale che l’interpretazione che ne deriva sia conforme allo spirito dell’articolo.


Parere al decreto legge contro la violenza negli stadi

Scritto da Antonio Palmieri | 20 Marzo 2003 | Attività 2003

Dichiarazione di voto
del 20 marzo 2003

A nome del gruppo di Forza Italia esprimo innanzi tutto l’apprezzamento per il testo del decreto-legge in esame: in situazioni eccezionali occorrono interventi eccezionali, magari limitati al tempo strettamente necessario per porre fine all’emergenza.
Condivido alcune delle considerazioni svolte nella seduta precedente
dal deputato Lolli, in particolare sulla importanza della cultura sportiva come prevenzione della violenza. Sono convinto che un buon antidoto contro la violenza che si registra in occasione delle competizioni sportive, potrebbe essere rappresentato anche dall’incentivazione della pratica sportiva, che rende più consapevoli e “competenti”.
In merito al ruolo dei media nella informazione sportiva, voglio sottolineare l’esigenza che i giornalisti sportivi non enfatizzino alcuni episodi ricorrendo a commenti a volte eccessivi. A tale riguardo, penso che il nuovo consiglio di amministrazione della RAI potrebbe svolgere una funzione utile, nel senso di prevedere alcune trasmissioni finalizzate anche alla diffusione della cultura sportiva che siamo utili esempi anche per altre trasmissioni sportive. Per questi motivi ribadisco il parere favorevole del gruppo di Forza Italia.


Tv e minori: la legge Gasparri è un ottimo passo in avanti

Scritto da Antonio Palmieri | 10 Marzo 2003 | Attività 2003

Intervento in Commissione
del 10 marzo 2003

Esprimo l’apprezzamento del gruppo di Forza Italia per l’emendamento
9.600 del relatore per la VII Commissione, che evidenzia la continuità
della positiva azione intrapresa dal Governo a tutela dei minori e fa fare alla stessa un grande passo in avanti, inserendo in una legge, in questa legge, il Codice di autoregolamentazione Tv e minori e dando quindi ad esso una forza e una cogenza che prima non aveva, essendo lasciato alla buona volontà delle emittenti che avevano deciso di farlo proprio.
In particolare sottolineo che lo spirito del testo del comma 2 di tale emendamento, è, da un lato, di dissipare il sospetto di un intento censorio nei confronti dei soggetti che fanno televisione e, dall’altro, di chiamare ad una duplice collaborazione le imprese e le famiglie. Serve responsabilità da parte delle imprese ma se manca l’azione della famiglia nella tutela dei minori, qualsiasi tipo di normativa è destinata a fallire.


Il disegno di legge sull’Istruzione in breve

Scritto da Antonio Palmieri | 19 Febbraio 2003 | Attività 2003

del 19 febbraio 2003

Il disegno di legge in breve:

SCUOLA DELL’INFANZIA È il nuovo nome della materna. durata: 3 anni
– concorrere all’educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio e sociale dei bambini.
– potranno iscriversi anche i bambini che compiono i tre anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento.

PRIMO CICLO scuola primaria durata: 5 anni
– iscrizione in 1ª classe: facoltativa a 5 anni e mezzo; obbligatoria a 6 anni;
– introduzione di una lingua europea dalla 1ª classe;
– uso del computer;
– abolizione esame di 5ª classe.

PRIMO CICLO scuola secondaria di 1° grado durata: 3 anni
– introduzione di una seconda lingua europea;
– uso di tecnologie informatiche;
– orientamento guidato per la scelta del percorso successivo;
– nuovo esame di stato a chiusura del primo ciclo.

SECONDO CICLO licei e istruzione – formazione professionale
– possibilità di scelta tra i due percorsi di studio: licei e istruzione – formazione professionale;
– possibilità di passare da un percorso all’altro e di cambiare indirizzo all’interno dello stesso percorso, attraverso adeguate iniziative didattiche offerte dalla scuola;
– formazione avanzata sulle tecnologie informatiche;
– dai 15 anni diverse modalità di apprendimento: studio a tempo pieno, alternanza scuola-lavoro con stage presso realtà culturali, sociali e produttive anche all’estero; apprendistato.
– nell’ultimo anno orientamento guidato per la scelta:
• del percorso superiore: università, accademie, formazione professionale superiore
• verso il lavoro e le professioni

LICEI durata: 5 anni
– i ragazzi possono scegliere il liceo artistico, classico, delle scienze umane, economico, linguistico, musicale, scientifico, tecnologico;
– articolazione didattica: 2 bienni più un 5° anno di approfondimento disciplinare e di orientamento agli studi superiori;
– nuovo esame di stato alla fine del 5° anno utile per iscriversi all’università e all’alta formazione artistica, musicale e coreutica.

ISTRUZIONE-FORMAZIONE PROFESSIONALE durata: variabile, minimo 3 anni
dopo 3 anni prima qualifica spendibile nel mondo del lavoro e riconosciuta a livello nazionale ed europeo;
– possibilità di conseguire ulteriori qualifiche spendibili nel mondo del lavoro e per l’accesso alla formazione professionale superiore;
– con una qualifica almeno quadriennale i ragazzi possono frequentare un anno di preparazione all’esame di stato, utile per iscriversi all’università e all’alta formazione artistica, musicale e coreutica.

FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI
per insegnare è necessaria una laurea specialistica con prevalente carattere disciplinare;
– la competenza disciplinare prevale sugli aspetti più professionali.(didattica, pedagogia ecc.);
– l’accesso alle facoltà è programmato sulla base dei posti effettivamente disponibili in ogni regione;
– la laurea è abilitante: ai fini dell’accesso ai ruoli, si prevedono periodi di tirocinio con contratti di formazione lavoro.

VALUTAZIONI
– ai fini della valutazione, vengono introdotti i bienni come periodi didattici. Si è promossi o si è respinti ogni due anni;
– la qualità dell’offerta formativa delle scuole e dei livelli di apprendimento dei ragazzi verrà controllata periodicamente e sistematicamente dall’Istituto nazionale di valutazione.


Argomenti a sostegno della Riforma della Scuola

Scritto da Antonio Palmieri | 19 Febbraio 2003 | Attività 2003

del 19 febbraio 2003

Moltiplicare le offerte formative
La riforma ha come obiettivo quello di arricchire le offerte formative nei percorsi di studio, offrendo, tra l’altro, opportunità di alternanza tra studio e lavoro, lo studio e la pratica delle lingue e dell’informatica ed inoltre stage e tirocini in realtà culturali, sociali e produttive in Italia o all’estero, con l’acquisizione di titoli e certificazioni spendibili come crediti scolastici e formativi.

Formare persone e cittadini
Non si pensa soltanto a una scuola votata unicamente ad assolvere un ruolo “professionalizzante” per gli studenti.
Il progetto di riforma ha al centro, in senso molto più ampio, i bisogni, gli interessi, le aspirazioni dei giovani, delle loro famiglie, degli insegnanti.
È importante che gli studenti si formino come persone e come cittadini per realizzare i loro progetti di vita. Vogliamo progettare una scuola dei valori prima ancora che degli interessi professionali ed economici.
Solo una scuola che sappia educare ai fondamenti etici della vita – la solidarietà, il rispetto per gli altri, la giustizia, la responsabilità personale – potrà dare risposte ad un numero crescente di giovani sui quali pesa oggi un grande senso di difficoltà e di estraneità di rapporti col mondo degli adulti.

Dall’obbligo scolastico al diritto all’istruzione
La scelta di introdurre il concetto di diritto all’istruzione e alla formazione per almeno dodici anni rappresenta una forma più evoluta e moderna del tradizionale obbligo scolastico, in sintonia con lo sviluppo delle società contemporanee.
La positività di tale principio del resto sta anche nella sua capacità di coinvolgere appieno tutti i soggetti interessati al mondo della scuola, superando così il limite maggiore del vecchio concetto di obbligo che, privo di verifiche finali, comportava come conseguenza la deresponsabilizzazione del sistema nel suo insieme.

Il ruolo degli insegnanti
Gli insegnanti vengono chiamati a diventare dei veri e propri “tutor” capaci di aiutare i giovani nel loro processo di crescita e nello sviluppo della propria personalità; di sostenerli nei momenti delicati del loro percorso educativo e formativo, prima di un esame oppure quando si tratta di scegliere tra diversi indirizzi di studio.

Pari dignità del percorso scolastico e di formazione professionale
La prospettiva che si apre con la riforma è quella di valorizzare e qualificare la formazione professionale, che deve avere qualità e prestigio sociale pari a qualsiasi altro percorso.
La formazione passerà rapidamente dal campo dell’addestramento a quello della conoscenza scientifica e tecnologica. In tale prospettiva tutti i percorsi formativi garantiranno un’elevata cultura di base. Tutti i percorsi formativi secondari di tipo liceale o di istruzione e formazione professionale risponderanno a standard nazionali, secondo i principi e le finalità individuati nell’articolo 1 del disegno di legge delega.



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