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Da sempre attenti al Fattore Famiglia

Antonio Palmieri

Archivio del mese di ottobre 2016

Da sempre attenti al Fattore Famiglia

Scritto da Antonio Palmieri | 20 ottobre 2016 | Prima Pagina, RASSEGNA STAMPA

“Aspettiamo le norme annunciate, che non possono non vederci disponibili a un confronto serio e puntuale. A patto che ci siano risorse veramente nuove a favore delle famiglie e non la solita partita di giro, per cui si sospende una misura vecchia e se ne innesca una nuova”. Antonio Palmieri – deputato di Forza Italia, esperto di innovazione digitale, ma da sempre con un occhio vigile sulle politiche familiari – condivide “totalmente” l’esigenza di andare in direzione del Fattore Famiglia, “anche perché, quando eravamo al governo, siamo stati gli unici a tentare di farlo”. Con una promessa: “Siamo pronti a fare di di più e di meglio da oggi in avanti”.

Area popolare vi invita a convergere sui temi della famiglia.

“Una premessa politica è doverosa. Finora è Area popolare che non ha fatto alcuna opposizione a misure contro la famiglia, come il divorzio breve e le unioni civili. Anzi, si è schierata con il Pd. Detto questo, finora abbiamo visto le slide. Aspettiamo i testi. Anche perché in passato siamo stati abituati al fatto che i secondi contraddicessero le prime”.

Il ministro Costa parla di primo passo verso il Fattore Famiglia, da affrontare nel 2018 in sede di riforma dell’Irpef. Che ne pensa?

“La nostra storia, che è la stessa dei componenti di Ap, dimostra che siamo sempre stati a favore di misure per le famiglie. Mi limito a ricordare i vari “bonus bebè” approvati dal governo Berlusconi. Poi una misura che nessuno ricorda: nel triennio 2003-2005 operammo un taglio di tasse per un totale di 13 miliardi, riducendo le aliquote Irpef e innescando per la prima volta la no tax area. Introducemmo un sistema di deduzioni, che prevedeva 2.900 euro per ogni figlio e sosteneva anche le spese per le badanti. Non era uno, ma due passi avanti verso il Fattore Famiglia. Erano, infatti, interventi strutturali e concreti che premiavano fiscalmente le famiglie, con deduzioni alla fonte. E concettualmente valorizzavano il fatto che avere dei figli o prendersi cura dei propri anziani merita un riconoscimento da parte dello Stato”.

Cosa non ha funzionato, allora?

“La norma fu cancellata dal governo Prodi. Poi, dal 2008 al 2011, essendo scoppiata la crisi, le risorse per la famiglia – come, ad esempio, anche quelle sulla banda larga -furono destinate alle tutele per i lavoratori che ne erano privi. Situazione che è precipitata in questi ultimi anni anche per le scelte dei governi successivi”.

Può nascere un impegno comune per il futuro, vista la situazione di povertà e denatalità in cui versa il Paese? Non servirebbe un’intesa parlamentare su questi temi?

“Qualche mese fa abbiamo votato in Aula delle risoluzioni a favore delle famiglie e lo abbiamo fatto reciprocamente nei punti condivisibili, a prescindere da chi fosse il proponente. È fuor di dubbio che l’emergenza economica e il crollo demografico impongano un’azione forte e condivisa. Resta la questione che questa legge di stabilità, finora annunciata in un certo modo, presta il fianco all’obiezione di essere fatta a favore di referendum”.

[Intervista ad Avvenire, 20 ottobre 2016]


Palmieri, il web guru del centrodestra e il manuale della comunicazione 3.0

Scritto da Antonio Palmieri | 17 ottobre 2016 | Prima Pagina, RASSEGNA STAMPA

Nel 1994 con la discesa in campo di Silvio Berlusconi il modo di comunicare la politica è stato totalmente rivoluzionato. A tal punto che, sotto questo profilo, anche le recenti esperienze di Matteo Renzi e di Beppe Grillo possono considerarsi «derivate seconde» dell’originale. Ma la rupture non sarebbe stata possibile senza il coinvolgimento di un esperto di nuove tecnologie come Antonio Palmieri (nella foto), deputato di Forza Italia e responsabile Internet del partito azzurro. Da pochi giorni Palmieri ha pubblicato Internet e comunicazione politica, un saggio sull’utilizzo adeguato dei nuovi media per veicolare i messaggi e fidelizzare l’elettorato. La consolidata esperienza nell’ideazione di video, tweet, pagine Facebook e, soprattutto, la creazione di siti Internet ad hoc come governoberlusconi.it e forzasilvio.it consentono a Palmieri di stilare un manuale della comunicazione politica 3.0. L’assunto principale? «La comunicazione è un abito su misura, sartoriale» che va ritagliata in funzione della leadership. Berlusconi, ad esempio, è stato il primo a utilizzare ironia e autoironia amplificando l’effetto virale delle campagne in occasione delle elezioni 2001 e 2013.

[Il Giornale, 14.10.2016]


La campagna azzurra per il referendum: così batteremo Renzi

Scritto da Antonio Palmieri | 10 ottobre 2016 | Prima Pagina, RASSEGNA STAMPA

Tre slide da far girare sui telefonini via Whatsapp. Una dice che se al referendum vince il no, non casca il mondo, «solo il governo Renzi». Un’altra sottolinea che la Costituzione da bocciare non è la Carta del ’48, ma quella che vuole introdurre la “Repubblica renziana”. L’ultima spiega che il quesito referendario nasconde un sotto testo mascherato. E che gli elettori, con il No, hanno la possibilità di affondare il premier, non solo la sua riforma. Forza Italia sceglie una comunicazione veloce e immediata. Virale. E soprattutto economica.

«Abbiamo cominciato a far girare queste tre comunicazioni sintetiche attraverso i social network, coinvolgendo i nostri parlamentari», spiega Antonio Palmieri, responsabile Internet e nuove tecnologie di Fi. I promotori del Sì sono in campo da mesi. «Anche noi. In questi mesi c’è stato il lavoro fatto dal sito del Comitato per il No, animato dalla verve e dalla mole di contenuti di Renato Brunetta. Il sito è un po’ il punto di riferimento, la base operativa delle iniziative. Noi faremo una serie di comunicazioni sintetiche virali per dare munizioni ai nostri rappresentanti, ma soprattutto ai tanti italiani che, on line, si danno da fare in modo spontaneo per diffondere le ragioni del No».

La vostra iniziativa sarà solo virtuale?

«Abbiamo in cantiere anche iniziative più tradizionali. Dei volantini che saranno messi a disposizione dei coordinatori azzurri nell’area riservata del sito di Forza Italia, da stampare per gli incontri fisici che stanno già avvenendo sul territorio».

Che budget avete a disposizione?

«Sarà una campagna a costo zero. Cercheremo di dare contenuti alla mobilitazione. Daremo modo a chi è attivo on line di esserlo avendo il materiale sintetico da diffondere. E poi ,uscendo dalla rete, dando argomenti a chi va in giro per i territori o nei media nazionali e locali. Esiste una mailing list interna dei parlamentari che abbiamo riaperto in occasione dell’avvio della campagna e ogni due/tre giorni spediremo materiali sintetici che danno conto delle ragioni del No».

Qual è il sentimento della base virtuale azzurra?

«C’è fermento da molte settimane. Cioè da quando il premier ha cominciato la sua campagna».

Una parte degli elettori di Forza Italia sembra tentata dal Sì.

«Questo è l’effetto della propaganda intimidatoria del premier, rilanciata dalla quasi totalità dei media. Come è successo nel Regno Unito con la Brexit. Si paventano catastrofi economiche e sociali per il nostro Paese in caso di vittoria del no. Il messaggio che passa è: se il referendum fallisce, cade il governo e arriva Grillo. Ma a mio avviso è un sillogismo bacato».

Berlusconi per il momento non si è esposto. Lo farà?

«Riserverà il suo impegno per la fase finale della campagna, quando è più importante convincere gli indecisi. Ora toccherà ai parlamentari e ai consiglieri regionali e comunali fare da cinghia di trasmissione con il nostro popolo. Se questa strategia funzionerà, allora una buona parte del lavoro sarà fatto. Poi, negli ultimi venti giorni, toccherà come sempre a Berlusconi dare la spinta finale e risolutiva».

[Da Libero, 09.10.2016]



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