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Mattarella presidente

Antonio Palmieri

Archivio del mese di gennaio 2015

Mattarella presidente

Scritto da Antonio Palmieri | 31 gennaio 2015 | Prima Pagina

La vera questione è che il Presidente della Repubblica dovrebbero votarlo i cittadini.
Ciò premesso e detto che mi sono astenuto, auguri di buon lavoro davvero per il bene comune al presidente Mattarella.


Scheda bianca

Scritto da Antonio Palmieri | 29 gennaio 2015 | Prima Pagina

Noi di Forza Italia voteremo scheda bianca anche alla quarta votazione, cioè sabato mattina. Lo faremo per rispetto nei confronti di Sergio Mattarella ma contro Renzi, che ha scelto di non rispettare l’accordo e di indicare come candidato alla presidenza della Repubblica una persona rispettabile ma non “condivisa” con noi.


webnews.it: VeryBello finisce in Parlamento

Scritto da Antonio Palmieri | 27 gennaio 2015 | RASSEGNA STAMPA

Il caso VeryBello in aula. Il deputato Antonio Palmieri ha depositato una interrogazione dove si chiedono lumi su costi, contratto e scelte.

Quanto è costato? Quali ulteriori costi comporterà, a cosa servono quei cinque milioni di cui si è parlato? Queste sono alcune delle domande alle quali il ministro Dario Franceschini dovrà rispondere quando verrà messa in calendario l’interrogazione depositata dal deputato Antonio Palmieri. Il caso VeryBello dunque non si è ancora spento, anzi: finirà in Parlamento.

Di VeryBello si è già detto molto: le sue carenze tecniche, la sovrapposizione con progetti simili, il decisionismo di Franceschini che non ha valutato la reazione della community in Rete, composta non soltanto dalle solite ironie, ma anche da osservatori e specialisti – alcuni dei quali piuttosto vicini al governo di cui il ministro fa parte – che hanno catalogato verybello.it tra le esperienze digitali più disastrose degli ultimi anni. Ora anche unainterrogazione parlamentare, firmata da Antonio Palmieri, denota la volontà di capire fino in fondo cosa è successo. Magari per evitare si ripeta in futuro.

Le domande di Palmieri

Nelle ultime ore convulse del dibattito su verybello alcune delle domande del deputato di Forza Italia sono già state soddisfatte. Ad esempio quella sul costo del sito. Palmieri è uno dei membri del Parlamento – insieme a Quintarelli e Coppola, tra i più esposti e credibili sui temi dell’agenda digitale, e componente come loro dell’Intergruppo Parlamentare – che meglio conosce il tema, ma compito dell’interrogazione è fornire uno strumento di chiarezza che confermi pubblicamente quanto si sa e faccia emergere magari qualcosa di più.

Per questa ragione le richieste di Palmieri coprono tutte le curiosità più immediate su questo portale:

Al Ministro dei Beni Culturali. Per sapere (…)
Quanto sia stata effettivamente pagata la realizzazione del portale e quali costi ulteriori sono previsti per la gestione del medesimo;
Di quale natura contrattuale siano i rapporti con la società realizzatrice del sito;
A cosa servono i 5 milioni di euro messi a disposizione dal ministero. Non è chiaro se servano unicamente per la realizzazione del sito o per la promozione del patrimonio culturale italiano nel periodo dell’Expo;
In che tempi si intende procedere per risolvere i gravi errori di progettazione del sito;
Chi ha proposto “l’accattivante” nome del portale.

Scano durissimo: è spazzatura digitale

Su questo portale dedicato all’Expo piove un diluvio di critiche. Una delle più dure è certamente quella di Roberto Scano, che in qualità di presidente di IWA Italy, consulente dell’Agid ed esperto di PA digitali, non può digerire una realizzazione del genere. Tanto da definirla «spazzatura digitale». La questione di fondo, archiviati i problemi di progettazione e di opportunità, è certamente quella evidenziata da Scano, cioè le competenze digitali nella pubblica amministrazione:

Ultimamente si parla molto di competenze digitali e in questo progetto pare manchino soprattutto in ambito decisionale. Come ben spiegato nelle linee guida di Agid, servono competenze digitali non solo da parte degli “smanettoni del codice” ma – soprattutto – da parte dei decisori delle PA onde evitare risultati come verybello. Un prodotto come verybello in una nazione digitalizzata non sarebbe mai nato.

27 Gennaio 2015

 


corrierecomunicazioni.it: Scano: “Verybello, magari il problema fosse nel nome”

Scritto da Antonio Palmieri | 27 gennaio 2015 | RASSEGNA STAMPA

Il caso del sito dedicato ad Expo 2015 solleva interrogativi che vanno oltre i punti deboli sollevati finora. Perché riguardano gran parte dei progetti delle PA. E coinvolgono tre punti chiave: organizzazione, progettazione e competenze
di Roberto Scano

In questo intervento non mi soffermerò su quanto già ampliamente detto e ridetto sul sito #verybello in ogni angolo del Web e non solo, visto che tra l’altro alle domande di Guido Scorza ha già risposto il ministro Dario Franceschinipeggiorando (a mio avviso) la situazione. Per andare subito al sodo, il problema sta a monte e riguarda non solo il caso #verybello ma gran parte dei progetti delle PA, ed è incentrato su alcune parole chiave: organizzazione, progettazione e competenze.

Il primo punto, organizzazione, è quello più delicato che prevede appunto l’applicazione di una parola spesso sconosciuta all’interno della PA: collaborazione. La nascita di progetti come verybello è il classico esempio di come ci sia la voglia di marcare il territorio da parte del ministro, di lasciare un segno aggiuntivo all’attività di comunicazione di Expo. Perché lanciare a nemmeno cento giorni dall’inizio diExpo un ulteriore sito Web dopo aver investito un bel po’ nella promozione del sito principale di Expo2015? Non era preferibile posizionare all’interno di quel sito web una sezione specifica che andasse ad attingere informazioni da un unico database nazionale degli eventi, a cui ogni singola realtà locale contribuisce in modo più o meno automatizzato?

Purtroppo tale sistema con relativa standardizzazione non esiste, pertanto aspettiamoci informazioni e dati disallineati in diversi siti Web: italia.itenitverybelloExpo. Questo andrebbe fatto dal Mibac: definire una catalogazione delle tipologie di eventi, definire degli schemi per la loro condivisione. Solo così ci può essere una vera condivisione dei contenuti. Se poi, come è parso dalle risposte del ministro, la modalità organizzativa è “decido io”, a questo punto non c’è altro da aggiungere se non che questi comportamenti portano danni (erariali, di immagine, di indotto).

E questo ci porta al secondo punto, la progettazione. Come è stato progettato Verybello? In assenza di quel “collante” di dati e informazioni, è stato progettato come un sito a sé, un mero raccoglitore di dati e informazioni per le quali tra l’altro non è specificata la licenza di utilizzo, ossia non è chiaro se siano riutilizzabili e – soprattutto – se saranno resi disponibili in formato aperto per il riuso. Dati tra l’altro chiaramente incompleti non solo per i casi già segnalati in rete ma anche per tematiche culturali di valore internazionale. Se selezioniamo ad esempio la città di Venezia notiamo come il carnevale di Venezia (31 gennaio 2015 – 17 febbraio 2015) non venga minimamente menzionato mentre altri eventi che comunque iniziano e terminano prima di maggio 2015 sono disponibili a catalogo.

Un sito Web che, come da presentazione ufficiale, avrà vita da maggio a ottobre: siamo cioè in presenza di un DOA (Death On Arrival), un prodotto nato morto, senza possibilità di evoluzione, solo per il piacere di avere un prodotto da presentare alla stampa e per spendere qualche decina di migliaia di euro. Un sito tecnicamente progettato male, con forti problemi di navigazione e tecnicamente fuori legge rispetto alla tematica dell’accessibilità.

Sul tema accessibilità, che mi sta a cuore, vorrei aprire una parentesi e porre l’attenzione sul fatto che il contratto sottoscritto deve prevedere il rispetto dei requisiti di accessibilità, pena nullità del contratto stesso. A questo punto è doveroso verificare se ciò sia stato effettivamente sottoscritto o meno, e nel casoadeguare le specifiche informazioni. Se poi pensiamo all’uso di un brand totalmente differente rispetto a quello promosso da Expo 2015, direi che si è prodotto un sito Web a scadenza e non un progetto di comunicazione nel Web con possibili evoluzioni future. Che senso ha quindi progettare in questo modo? Se il senso è quello del punto precedente, ossia “decido io”, allora siamo all’ennesimo danno.

Concludo con le competenze. Il tema delle competenze è essenziale per la buona riuscita di qualsiasi progetto, sia esso la gestione della ricostruzione di Pompei o la realizzazione di un progetto di comunicazione Web. Ultimamente si parla molto di competenze digitali, e in questo progetto pare manchino soprattutto in ambito decisionale. Come ben spiegato nelle linee guida di Agid, servono competenze digitali non solo da parte degli “smanettoni del codice” ma – soprattutto – da parte dei decisori delle PA onde evitare risultati come verybello. Un prodotto come verybello in una nazione digitalizzata non sarebbe mai nato. Invece come sempre accade ci si divide in due gruppi: quelli che vengono definiti “lecchini digitali” e quelli che vengono definiti “rosiconi digitali” ossia chi rispettivamente plaude e critica. Questo mio pezzo verrà pertanto probabilmente bollato come rosicone mentre lo scopo è quello di far comprendere che se non si crea cultura digitale, se non si coinvolgono le eccellenze in tali progetti, la nascita di spazzatura digitale come verybello (che non potrà nemmeno essere gettata come riciclata, visto che ha la scadenza come il latte) continuerà ad esserci… come già c’è, quotidianamente, da parte di PA locali, regioni, partecipate solo che in quel caso passa tutto al massimo su qualche quotidiano locale. Vogliamo parlare anche dello stesso sito Expo, dove una pagina di promozione dell’evento di inaugurazione (non un evento qualsiasi) contiene un’immagine fatta con taglia/incolla con l’accetta)?  Il turismo, come altri settori in Italia, senza una presa di coraggio verso la qualità e le competenze morirà grazie anche agli incompetenti digitali.

Ecco l’articolo

27 Gennaio 2015


economyup.it: #Verybello, arriva l’interrogazione parlamentare

Scritto da Antonio Palmieri | 27 gennaio 2015 | RASSEGNA STAMPA

Antonio Palmieri, deputato di Forza Italia e membro dell’integruppo innovazione, ha chiesto al ministro dei Beni culturali Franceschini di motivare in Aula le scelte che hanno portato alla realizzazione del discusso portale sugli eventi in Italia.

Dalla piazza virtuale al Parlamento. Le polemiche suVeryBello, il sito sugli eventi italiani lanciato dal Ministero dei Beni Culturali, diventano anche un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato di Forza Italia, Antonio Palmieri, membro dell’intergruppo parlamentare per l’innovazione.

Ecco il testo della interrogazione: 

Al Ministro dei Beni Culturali 

Per sapere –  premesso che:  il 24 gennaio scorso il ministero dei Beni Culturali ha lanciato il portale www.verybello.it, con lo scopo di valorizzare, soprattutto all’estero, il patrimonio artistico e culturale italiano, in occasione di Expo 2015. 

Sono emerse sin da subito molteplici criticità a livello di progettazione: assenza della versione inglese, “rimandata” assieme a quelle nelle altre principali lingue; assenza della privacy policycirca la gestione dei dati degli utenti;  il sito non è accessibile, nonostante gli obblighi di legge; il dominio non è intestato al ministero, bensì a chi ha fatto il sito;  assenza di una app, fondamentale per l’accesso alle informazioni in mobilità, da smartphone o tablet;  Verybello “è ottimizzato per browser di ultima generazione”, tagliando fuori chi usa browser non aggiornati.

Non sono chiare le modalità con la quale l’agenzia Lolaetlabora è stata incaricata di realizzare il portale, né gli effettivi costi del progetto.    

Non è chiaro quanto sia stata effettivamente pagata la realizzazione del portale e quali costi ulteriori sono previsti per la gestione del medesimo;  di quale natura contrattuale siano i rapporti con la società realizzatrice del sito;  a cosa servono i 5 milioni di euro messi a disposizione dal ministero. 

Non è chiaro se servano unicamente per la realizzazione del sito o per la promozione del patrimonio culturale italiano nel periodo dell’Expo; in che tempi si intende procedere per risolvere i gravi errori di progettazione del sito;  chi ha proposto “l’accattivante” nome del portale.


Verybello. Storia (e interrogazione) di un portale per Expo

Scritto da Antonio Palmieri | 27 gennaio 2015 | Prima Pagina

Ecco il testo della interrogazione che ho presentato circa la contestata iniziativa del portale degli eventi culturali italiani “Verybello”.

Al Ministro dei Beni Culturali

Per sapere –

premesso che:

il 24 gennaio scorso il ministero dei Beni Culturali ha lanciato il portale www.verybello.it, con lo scopo di valorizzare, soprattutto all’estero, il patrimonio artistico e culturale italiano, in occasione di Expo 2015.

Sono emerse sin da subito molteplici criticità a livello di progettazione: assenza della versione inglese, “rimandata” assieme a quelle nelle altre principali lingue;

assenza della privacy policy circa la gestione dei dati degli utenti;

il sito non è accessibile, nonostante gli obblighi di legge;

il dominio non è intestato al ministero, bensì a chi ha fatto il sito;

assenza di una app, fondamentale per l’accesso alle informazioni in mobilità, da smartphone o tablet;

Verybello “è ottimizzato per browser di ultima generazione”, tagliando fuori chi usa browser non aggiornati;

Non sono chiare le modalità con la quale l’agenzia Lolaetlabora è stata incaricata di realizzare il portale, né gli effettivi costi del progetto.

 

– quanto sia stata effettivamente pagata la realizzazione del portale e quali costi ulteriori sono previsti per la gestione del medesimo;

di quale natura contrattuale siano i rapporti con la società realizzatrice del sito;

a cosa servono i 5 milioni di euro messi a disposizione dal ministero.  Non è chiaro se servano unicamente per la realizzazione del sito o per la promozione del patrimonio culturale italiano nel periodo dell’Expo;

in che tempi si intende procedere per risolvere i gravi errori di progettazione del sito;

chi ha proposto “l’accattivante” nome del portale.


Famiglia e Vita: parole chiare

Scritto da Antonio Palmieri | 21 gennaio 2015 | EVENTI NOTEVOLI

22 gennaio alle 16.30 presso la Sala Zaccari del Senato della Repubblica

Famiglia e Vita: parole chiare

Introduzione di:

Sen. Maurizio Gasparri
Italia Protagonista

Sen. Francesco Aracri
Imago

relazione di:

Prof. Filippo Vari
Docente di Diritto Pubblico

Paola Guerci
moderatrice

aderiscono:

Luigi Amicone
Direttore rivista Tempi

Carlo Casini
Movimento per la vita

Emma Ciccarelli
Forum delle Associazioni Familiari

Antonio Brandi
Provita

Massimo Gandolfini
Vita è

Agostino Carloni
Alleanza Cattolica

Gianfranco Amato
Giuristi per la vita

Roberto Gontero
Agese

Alessia Serrao
Diritti e Vita

Fabrizio Azzolini
Age

Marzia Masiello
Associazione amici dei bambini

Olimpia Tarsia
Consigliere regionale Lazio

Elisabetta Scala
Moige

Filippo Savarese
la Manif Pour Tous Italia

Sen. Lucio Malan

Sen. Francesco Amoruso

On. Saverio Romano

On. Antonio Palmieri

On. Fabrizio Di Stefano

On. Cosimo Latronico

On. Carmelo Porcu


Combattere e battere il terrorismo islamico

Scritto da Antonio Palmieri | 9 gennaio 2015 | Prima Pagina

Il terrorismo islamico si batte:
1. Sul piano militare agendo nei Paesi dove combattono e si addestrano i terroristi.
2. In Italia e in Europa con attività di intelligence, di prevenzione e di repressione mirata; 
3. Sul piano culturale essendo orgogliosi delle nostre radici culturali e religiose; 
rinunciando al politicamente corretto; 
essendo consapevoli che questi terroristi non sono l’Islam ma sono un pezzo dell’Islam.



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