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22 aprile 2011

Antonio Palmieri

Archivio del mese di aprile 2011

22 aprile 2011

Scritto da Antonio Palmieri | 22 aprile 2011 | CALENDIARIO

Chissà se questi giorni del triduo pasquale riusciranno a stemperare il consueto clima di odio contro di noi e, soprattutto, contro il premier…


21 aprile 2011

Scritto da Antonio Palmieri | 21 aprile 2011 | CALENDIARIO

Ieri è arrivata a casa la pubblicazione “I cento progetti realizzati”, che racconta le tante cose fatte dal sindaco Moratti a Milano. E’ una delle iniziative della sua campagna che ho curato. Spero sia utile a far “vedere” realizzazioni e risultati che spesso non vediamo, presi come siamo dalle vicende della vita quotidiana. Tante cose io le ho “imparate” proprio facendo questo libro.


16 aprile 2011

Scritto da Antonio Palmieri | 16 aprile 2011 | CALENDIARIO

Oggi è il compleanno di mia moglie e del Papa. Due guide per me.


15 aprile 2011

Scritto da Antonio Palmieri | 15 aprile 2011 | CALENDIARIO

Questa sera sarò al seminario arcivescovile di Venegono per un incontro con i seminaristi sul tema dei cattolici in politica. Con me interverranno anche Luca Volontè (UDC) e Franco Monaco (PD).


Processo breve: i dati oltre la polemica politica

Scritto da Antonio Palmieri | 13 aprile 2011 | Prima Pagina

Ecco la sintesi della risposta del ministro Alfano ad alcune obiezioni formulate nel corso del dibattito alla Camera sul cosiddetto “processo breve”:

 1. I dati

In Italia si prescrivono, in media, ogni anno circa 170.000 procedimenti penali, 466 al giorno.

Attualmente, in Italia i processi penali durano, in media, 317 giorni in primo grado, 738 giorni in Corte d’appello e 204 giorni in Cassazione: dunque, un processo attraversa i tre gradi di giudizio in 1.259 giorni, ossia in tre anni e cinque mesi.

A questi tempi processuali vanno sommati i tempi delle indagini che durano, sempre in media, circa 400 giorni. In primo grado, con il rito monocratico, il 46% dei processi viene celebrato in meno di sei mesi, il 19% tra sei mesi e un anno, il 18% tra un anno e due anni e, infine, il 17% in oltre due anni.
Con il rito collegiale, dove si trattano i processi più gravi, le classi di durata si rallentano leggermente con il 36% dei processi celebrati entro sei mesi ed il 23% in oltre due anni.

2. L’impatto della norma

Ai fini della corretta valutazione di impatto della norma in discussione, che modifica i termini della prescrizione, occorre tenere conto di due circostanze:
– essa riguarda solo i processi di primo grado. Le prescrizioni in primo grado sono state circa 125.000 nel 2009;
– il beneficio riguarda solo gli imputati incensurati, che in base ai dati del casellario giudiziario sono in media il 55% sul totale dei condannati.

Se si applicano queste considerazioni alla stima di impatto quantitativa che è circolata in questi giorni, allora è corretto dire che i processi penali a rischio diventano circa lo 0,2%, mentre ogni anno si prescrivono in media il 5% dei procedimenti totali aperti, che sono attualmente 3.290.000 in tutti i gradi di giudizio.

Sempre sul dato delle prescrizioni si osservi come circa 100.000 prescrizioni annuali avvengano già in fase di indagini preliminari con richiesta al GIP. La maggior parte delle prescrizioni si consuma già in fase di indagini, ancor prima del dibattimento, per una selezione di gravità dei reati operata dai pubblici ministeri. Sulla base di questa prassi sono i processi meno importanti che vengono lasciati indietro.

3. La vera questione

La domanda concreta dovrebbe essere un’altra: quanti, tra questi processi a rischio prescrizione, la quotidiana esperienza giudiziaria insegna che pochi di questi processi giungerebbero all’ultimo grado di giudizio. In realtà anche quei pochi che fossero riusciti a superare la barriera del primo grado, sarebbero andati incontro alla prescrizione nei successivi gradi di giudizio e questo anche in considerazione della durata media del processo di appello, che è più del doppio rispetto a quella di primo grado.
In questi giorni sono state diffuse informazioni terroristiche relative all’impatto di questa norma. Mi riferisco specificamente alla strage di Viareggio e de L’Aquila. Il disastro di Viareggio avvenne nel giugno 2009. L ‘autorità giudiziaria sta procedendo per reati gravissimi, come l’omicidio colposo plurimo e il disastro ferroviario, puniti con pene molto severe e che si prescriveranno in un tempo lontanissimo. Ebbene, se la norma all’esame del Parlamento fosse approvata, la prescrizione del disastro ferroviario di Viareggio maturerebbe in 23 anni e quattro mesi, quindi nel 2032, e la prescrizione dell’omicidio colposo plurimo addirittura dopo, fino a un massimo di 35 anni dai fatti, quindi nel 2044.
Analoghe considerazioni possono farsi sul disastro de L’Aquila, se è vero che il termine di prescrizione ordinaria è di 10 anni, aumentabile ad 11, anzi specificamente 11 anni ed otto mesi. A soli due anni dalla tragedia del sisma abruzzese credo vi sia tutto il tempo per definire il giudizio. Peraltro il termine di prescrizione si ridurrebbe di soli dieci mesi.
Poichè la norma tocca solo la posizione degli incensurati e non anche quella dei recidivi, non riguarda i termini di prescrizione dei reati, che restano invariati, ma riguarda il surplus di durata del processo determinato dai cosiddetti atti interruttivi della prescrizione, che si riduce mediamente di qualche mese.
Ad esempio per le truffe, per l’aggiotaggio e per il market abuse , si passerebbe dall’attuale tetto massimo di 7 anni e sei mesi a 7 anni; per reati più gravi, come la bancarotta fraudolenta, il furto pluriaggravato, la rapina semplice, l’usura e la violenza sessuale, si passerebbe dagli attuali 12 anni e sei mesi a poco più di 11 anni e sei mesi; per la bancarotta fraudolenta ed aggravata (il caso Parmalat) si passerebbe dai 18 anni e nove mesi a 17 anni e sei mesi; per le lesioni volontarie (il caso Clinica Santa Rita) si passerebbe da 8 anni e nove mesi a 8 anni e due mesi.

Anche per i reati contro la pubblica amministrazione il surplus di durata del processo nei confronti degli incensurati viene ridotto di pochi mesi: di sei mesi per il reato di corruzione (da 7 anni e sei mesi a 7 anni) e di otto mesi per la corruzione in atti giudiziari (da 10 anni a 9 anni e quattro mesi). Per reati di particolare allarme sociale, come l’omicidio colposo commesso in violazione di norme sulla circolazione stradale e sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro, si passerebbe da 17 anni e sei mesi a 16 anni e quattro mesi, che diventano addirittura 23 anni e quattro mesi, se il fatto è commesso da chi guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

In definitiva, il regime della prescrizione resta quello introdotto nel 2005. La nuova norma, dunque, si limita a completare la riforma del 2005 per differenziare la posizione dell’imputato incensurato da quella del recidivo.
Se poi il reato, invece di prescriversi in dieci anni – mi riferisco a quello cui ha più volte ha alluso l’opposizione – si prescriverà in nove anni e quattro mesi, occorrerebbe piuttosto domandarsi come mai in un tempo così lungo non si sia ancora arrivati nemmeno a una sentenza di primo grado.


POLITICA IN CORSO: “COMUNICARE LA POLITICA, COME NASCE UNA CAMPAGNA ELETTORALE”

Scritto da Antonio Palmieri | 8 aprile 2011 | EVENTI NOTEVOLI

Sabato 9 aprile 2011 sarò relatore alla lezione di Politica in Corso dal titolo ” Comunicare la politica, come nasce una campagna elettorale”.

Il corso si svolgerà presso l’ Auditorium Don Antonio Oldani – Via Beretta, Arcore dalle 10 alle 12.30.

Saranno presenti Samuele Sanvito, Vice Coordinatore Provinciale PdL e Paolo Del Debbio, Docente di Etica ed  economia e Etica della pubblicità all’ Università Iulm di Milano, editorialista de  Il Giornale e TgCOM


Il Giornale, lo stratega: “Rischio astensione? Così porteremo i milanesi alle urne”

Scritto da Antonio Palmieri | 4 aprile 2011 | RASSEGNA STAMPA

” La vera sfida è riportare i nostri elettori alle urne” parola di Antonio Palmieri, l’ “uomo internet” di Berlusconi, colui che dal 1993 organizza campagne elettorali azzurre. “Nel 1997 Berlusconi mi chiese di fare la campagna di Gabriele Albertini, ora ha voluto che mi impegnassi per Letizia Moratti” spiega l’ispiratore de ” i cento progetti realizzati”, il volume che il sindaco ( a spese sue, come  ha voluto precisare) spedirà a casa dei milanesi. “Non abbiamo voluto fare un opera di propaganda, ma uno strumento di consultazione che spiegasse ai milanesi come usufruire dei servizi».

Il clima non è dei più sereni. Una campagna più difficile delle altre?
«È come per le partite di calcio: non sono mai facili. Stiamo lavorando da parecchi mesi per riportare gli elettori alle urne e far conoscere ai milanesi l’azione del sindaco».

Di che cosa non si sono accorti?
«Facendo il libro dei cento progetti realizzati, abbiamo scoperto una serie di cose minute di cui io stesso non mi ero reso conto. Un esempio è lo spazzamento globale, grazie al quale metà Milano non è più costretta a spostare la macchina per il lavaggio strada. Non sono fatti eclatanti».

Altre scoperte?
«È stata sostituita metà flotta dell’Atm, di treni e metro, con mezzi ecologici, con un miglioramento della qualità dell’aria che forse non è immediatamente percepito».

Letizia Moratti buona amministratrice di condominio?
«Ogni sindaco ha la sua personalità e Letizia Moratti ha certamente il grande merito di aver saputo pensare in grande, come dimostrano il Pgt e l’Expo, e contemporaneamente di valorizzare il piccolo. È una delle sue caratteristiche principali».

Qual è il punto forte del sindaco?
«Non conoscevo Letizia Moratti, sapevo di lei che è una persona integerrima e perbene, ma l’ho scoperta realmente appassionata ai problemi della sua città. È rimasta più di cinquanta ore seduta al tavolo per limare il programma, approfondendo ogni più piccola iniziativa in ogni minimo dettaglio. Se posso fare una battuta, il mio voto l’ha riconquistato al 120 per cento».

Un punto debole?
«Lo spettacolo generale che sta dando la politica in queste settimane e che rischia di ripercuotersi su una disaffezione al voto del 15 maggio. C’è il rischio di astensione, è importante coinvolgere i cittadini».

I milanesi saranno consultati sul programma?
«Chiederemo in queste settimana ai cittadini di pronunciarsi sulle priorità e ne terremo conto per la stesura definitiva del programma che sarà presentato con Silvio Berlusconi il 17 aprile. Vogliamo il massimo coinvolgimento».

Berlusconi capolista a Milano ormai è una tradizione. Che cosa vi aspettate questa volta?
«Contribuirà a dare agli elettori un segnale dell’importanza di queste elezioni. È consueto che il presidente voglia mettere la faccia nelle sfide importanti. Sa bene che se prenderà un voto in meno dei 53mila del 2006 glielo rinfacceranno, ma lo fa lo stesso».

È un traino o un avversario per gli altri candidati del Pdl?
«La sua presenza aiuta gli indecisi a venire al voto. Come dimostra il passato, coloro che sono affezionati al singolo candidato non cessano di dargli la preferenza. Con la marea tutte le barche vanno più in alto».

La sfida è più con il candidato della sinistra o del terzo polo?
«Conosco entrambi personalmente. Sono due persone perbene ma non sono credibili come avversari della Moratti, soprattutto per l’elettorato moderato e cattolico. Pisapia non può rivelare il suo vero programma, cioè aumentare le tasse e cancellare il Pgt. Palmeri è vicino alle posizioni di Della Vedova e Fini, non è un candidato credibile per gli elettori cattolici dell’Udc».

Una previsione sul risultato finale?
«La vera partita è con noi stessi. E lavoriamo per vincere al primo turno».
 

( 3 aprile 2011)


Il Giornale, lo stratega: “Rischio astensione? Così porteremo i milanesi alle urne”

Scritto da Antonio Palmieri | 4 aprile 2011 | Prima Pagina

” La vera sfida è riportare i nostri elettori alle urne” parola di Antonio Palmieri, l’ “uomo internet” di Berlusconi, colui che dal 1993 organizza campagne elettorali azzurre. “Nel 1997 Berlusconi mi chiese di fare la campagna di Gabriele Albertini, ora ha voluto che mi impegnassi per Letizia Moratti” spiega l’ispiratore de ” i cento progetti realizzati”, il volume che il sindaco ( a spese sue, come  ha voluto precisare) spedirà a casa dei milanesi. “Non abbiamo voluto fare un opera di propaganda, ma uno strumento di consultazione che spiegasse ai milanesi come usufruire dei servizi».

Il clima non è dei più sereni. Una campagna più difficile delle altre?
«È come per le partite di calcio: non sono mai facili. Stiamo lavorando da parecchi mesi per riportare gli elettori alle urne e far conoscere ai milanesi l’azione del sindaco».

Di che cosa non si sono accorti?
«Facendo il libro dei cento progetti realizzati, abbiamo scoperto una serie di cose minute di cui io stesso non mi ero reso conto. Un esempio è lo spazzamento globale, grazie al quale metà Milano non è più costretta a spostare la macchina per il lavaggio strada. Non sono fatti eclatanti».

Altre scoperte?
«È stata sostituita metà flotta dell’Atm, di treni e metro, con mezzi ecologici, con un miglioramento della qualità dell’aria che forse non è immediatamente percepito».

Letizia Moratti buona amministratrice di condominio?
«Ogni sindaco ha la sua personalità e Letizia Moratti ha certamente il grande merito di aver saputo pensare in grande, come dimostrano il Pgt e l’Expo, e contemporaneamente di valorizzare il piccolo. È una delle sue caratteristiche principali».

Qual è il punto forte del sindaco?
«Non conoscevo Letizia Moratti, sapevo di lei che è una persona integerrima e perbene, ma l’ho scoperta realmente appassionata ai problemi della sua città. È rimasta più di cinquanta ore seduta al tavolo per limare il programma, approfondendo ogni più piccola iniziativa in ogni minimo dettaglio. Se posso fare una battuta, il mio voto l’ha riconquistato al 120 per cento».

Un punto debole?
«Lo spettacolo generale che sta dando la politica in queste settimane e che rischia di ripercuotersi su una disaffezione al voto del 15 maggio. C’è il rischio di astensione, è importante coinvolgere i cittadini».

I milanesi saranno consultati sul programma?
«Chiederemo in queste settimana ai cittadini di pronunciarsi sulle priorità e ne terremo conto per la stesura definitiva del programma che sarà presentato con Silvio Berlusconi il 17 aprile. Vogliamo il massimo coinvolgimento».

Berlusconi capolista a Milano ormai è una tradizione. Che cosa vi aspettate questa volta?
«Contribuirà a dare agli elettori un segnale dell’importanza di queste elezioni. È consueto che il presidente voglia mettere la faccia nelle sfide importanti. Sa bene che se prenderà un voto in meno dei 53mila del 2006 glielo rinfacceranno, ma lo fa lo stesso».

È un traino o un avversario per gli altri candidati del Pdl?
«La sua presenza aiuta gli indecisi a venire al voto. Come dimostra il passato, coloro che sono affezionati al singolo candidato non cessano di dargli la preferenza. Con la marea tutte le barche vanno più in alto».

La sfida è più con il candidato della sinistra o del terzo polo?
«Conosco entrambi personalmente. Sono due persone perbene ma non sono credibili come avversari della Moratti, soprattutto per l’elettorato moderato e cattolico. Pisapia non può rivelare il suo vero programma, cioè aumentare le tasse e cancellare il Pgt. Palmeri è vicino alle posizioni di Della Vedova e Fini, non è un candidato credibile per gli elettori cattolici dell’Udc».

Una previsione sul risultato finale?
«La vera partita è con noi stessi. E lavoriamo per vincere al primo turno».
 

( 3 aprile 2011)


3 aprile 2011

Scritto da Antonio Palmieri | 2 aprile 2011 | CALENDIARIO

Oggi pomeriggio battezziamo nostro figlio, Martino Benedetto Marup. Celebra il sacramento mons. Fisichella e che Dio benedica questo bimbo che ci è stato donato.


Battesimo di Martino

Scritto da Antonio Palmieri | 2 aprile 2011 | EVENTI NOTEVOLI

Oggi pomeriggio battezziamo nostro figlio, Martino Benedetto Marup. Celebra il sacramento mons. Fisichella e che Dio benedica questo bimbo che ci è stato donato.



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