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Video fai-da-te, così nascerà il film della manifestazione

Antonio Palmieri

Archivio del mese di novembre 2006

Video fai-da-te, così nascerà il film della manifestazione

Scritto da Antonio Palmieri | 30 novembre 2006 | RASSEGNA STAMPA

Il Giornale del 30 novembre 2006

I pezzi forti saranno le mutande con scritto: «Ho pagato le tasse di Prodi» e la maglietta con lo slogan «anch’io con Silvio, leone della libertà». La protesta contro la Finanziaria del centrosinistra s’incrocia con la malattia e il recupero di Silvio Berlusconi nei preparativi in attesa della manifestazione della Casa delle libertà in programma sabato 2 dicembre a Roma. Oggi si svolgerà una conferenza stampa di presentazione. Intanto trapelano le prime notizie sulla scenografia e la gadgettistica del corteo:
oggetti, come magliette appunto, ombrelli, spille e boxer, ma anche striscioni. Ognuno sarà libero di scrivere ciò che vuole, ma Forza Italia ne ha predisposti alcuni «istituzionali», presentati ieri dal senatore Lucio Malan.
Ecco i più significativi: «Cresce Forza Italia, cresce la libertà», «Basta Prodi, difendiamo l’Italia», «No ai brogli sinistri, ricontiamo» e uno più personale: «Padoa-Schioppa, l’unico banchiere diventato rapinatore».
Per valorizzare la chiave mediatica della manifestazione,
il sito di Forza Italia ha lanciato poi l’iniziativa «Il mio corteo». I simpatizzanti azzurri sono invitati a inviare al sito i loro filmati amatoriali, che andranno poi a formare un film sulla giornata del 2 dicembre. Antonio Palmieri, responsabile del sito, ha spiegato il carattere festoso della manifestazione, pur trattandosi di un corteo di protesta: «Sarà una protesta forte e determinata perché tutti siamo arrabbiati contro il governo delle tasse. Ma sarà anche una manifestazione senza odio, serena in cui la gente sarà protagonista».
La dimensione più popolare del partito e della coalizione sarà dunque esaltata dal «mercatino», come lo chiama Palmieri, con centinaia di t-shirt in vendita. Protagonista, soprattutto dopo il malore di domenica, Silvio Berlusconi: «La politica è importante, è una cosa seria ma non è detto che debba anche essere sempre tetra e triste», ha sottolineato anche il vicecoordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto. Perché la manifestazione «sarà lo sbocco di tante battaglie fatte in Parlamento».
Ma è stata «più una richiesta della gente che una nostra scelta. Del resto la manovra e l’atteggiamento di Prodi sono due incredibili fabbriche di consenso». Deve essere ancora messa a punto la scaletta degli interventi, mentre le stime dei manifestanti non sono ancora state fatte, ma i pullman prenotati sono finora «tremila».
Solo dall’Emilia Romagna, regione roccaforte degli avversari, ne partiranno centodieci, come ha annunciato il coordinatore regionale Isabella Bertolini. Aderisce anche il partito MS Fiamma:
«Mandare via questo governo è una responsabilità di chi è anticomunista da sempre», ha dichiarato il segretario nazionale Luca Romagnoli. Da sinistra hanno preparato una sorta di contrattacco mediatico al corteo. La sera, alle 20.10, proprio in concomitanza con i telegiornali, su Rai 3 Fabio Fazio ospita a «Che tempo che fa» Adriano Celentano, dopo lo show antiberlusconiano Rockpolitik.
La chiusura della manifestazione della Cdl, con i comizi, si svolgerà in piazza San Giovanni, sito tradizionalmente assegnato alla sinistra.
«Avevamo scelto piazza del Popolo – ha precisato il vicepresidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli – ma abbiamo dovuto optare per una piazza più grande perché in piazza del Popolo non ci saremmo potuti davvero stare. Temo che anche piazza San Giovanni ci starà stretta, perché l’intero Paese scenderà in piazza».


Scioperi per sabotare la protesta anti-manovra

Scritto da Antonio Palmieri | 14 novembre 2006 | RASSEGNA STAMPA

Il Giornale del 14 novembre 2006

di Fabrizio De Feo

Il giorno della protesta si avvicina. E Forza Italia, Alleanza nazionale e Lega alzano i giri dei propri motori per sensibilizzare i propri militanti – ma anche i semplici cittadini colpiti al portafoglio dalla manovra economica – e convincerli che è arrivato il momento di reagire e far sentire la propria voce. Due nuvole nere, però, si addensano sull’orizzonte della manifestazione anti-Finanziaria del 2 dicembre.
La prima è di ordine logistico. Il primo sabato dell’ultimo mese dell’anno, infatti, alcune sigle sindacali invitano il personale delle Ferrovie dello Stato a incrociare le braccia per 24 ore a partire dalle 21. Una circostanza che, certo, non faciliterà il rientro serale di molti dei partecipanti. La seconda potrebbe essere di ordine «comunicativo». I giornalisti sono, infatti, da tempo sul piede di guerra per il mancato rinnovo contrattuale e dicembre si annuncia come un mese caldissimo. Il rischio che proprio nel weekend del grande corteo per le strade di Roma possa scattare lo stop informativo è concreto e la beffa dell’oscuramento mediatico è dietro l’angolo.
«La manifestazione è stata annunciata per tempo, ci sono tanti giorni in cui indire la sciopero dei giornalisti» suggerisce l’azzurro Antonio Palmieri. «Se decidessero di fissarlo proprio in quella data lo sciopero avrebbe inevitabilmente una caratterizzazione politica e cesserebbe di averne una solo contrattuale».
Una minore preoccupazione sembra sollevare la possibile agitazione dei ferrovieri. «Per ora l’agitazione riguarda solo una parte dei macchinisti» continua Palmieri, uno dei parlamentari più impegnati sul fronte organizzativo con Fabrizio Cicchitto, Aldo Brancher, Roberto Calderoli e Roberto Menia (ma anche lo stesso Silvio Berlusconi ha telefonato a tutti i coordinatori regionali di Forza Italia invitandoli a concentrarsi in pieno sull’evento). «Aspettiamo di valutare se lo sciopero ci sarà davvero e quale adesione avrà» dice Palmieri. «Mi auguro che per i treni speciali venga reperito personale. In ogni caso tutte queste difficoltà non potranno fermare una manifestazione che è nel cuore degli italiani. In ogni caso ci stiamo attrezzando con i pullman per poter essere pronti a ogni evenienza e comunque molti verranno con mezzi propri.
Le risposte che stanno arrivando dal territorio sono importanti e tutti i partiti della coalizione stanno profondendo il massimo impegno».
Ci sarà, come è noto, una «eccezione» rispetto all’auspicato carattere unitario dell’evento. L’Udc si è, infatti, defilata scegliendo di manifestare in splendida solitudine a Palermo. L’assenza dei centristi viene, però, minimizzata dagli alleati. La scenografia, in ogni caso, non prevederà i simboli dei partiti della Cdl e sarà caratterizzata da slogan contro Prodi e contro l’overdose di tasse.
Prosegue, nel frattempo, anche la raccolta fondi. I parlamentari di Forza Italia sono stati chiamati a versare «cash» 2.000 euro a testa, così come i consiglieri regionali. La cifra complessiva, alla fine, dovrebbe aggirarsi sul milione di euro. I parlamentari poi dovranno provvedere a portare almeno 50 persone ciascuno. Forza Italia conta di arrivare a duemila pullman. Il resto sarà affidato alla partecipazione spontanea e alla rabbia degli italiani a cui si cercherà di far arrivare il messaggio attraverso una fitta campagna di volantinaggio e affissioni.


Web e politica: intervista ad Antonio Palmieri

Scritto da Antonio Palmieri | 11 novembre 2006 | RASSEGNA STAMPA

www.ragionpolitica.it del 11 novembre 2006
di Francesco Natale

Complimenti per la sua nuova iniziativa, onorevole Palmieri, la cui denominazione, Potere Sinistro, ci è piaciuta molto. Perché questa scelta?

L’iniziativa è nata per rispondere ad un domanda espressa dalla nostra base, ovvero la necessità di fornire in forma agile e sintetica argomentazioni contro le malefatte del governo Prodi, da diffondere presso amici, conoscenti e simpatizzanti.

Prima il sito nazionale di Forza Italia, poi la sinergia con il Giulivo, unica realtà di satira politica controcorrente, e ora Potere Sinistro che, siamo sicuri, avrà il medesimo successo delle sue precedenti iniziative. Oggi quindi la politica corre sul filo della rete, dobbiamo dedurne. Come si integra la nouvelle vague telematica con la politica tradizionalmente intesa?

Ritengo si tratti di due facce della stessa medaglia. Certo, la realtà on-line, pur essendo assai vitale, non sempre produce esiti significativi sul territorio. Al conseguimento di questo obiettivo, ovvero del passaggio dal virtuale al reale, sono volte le iniziative quali Potere Sinistro, che nasce on-line per svilupparsi anche su cartaceo con la versione stampabile, così come l’iniziativa contro la proposta Amato riguardo alla possibilità per gli extra-comunitari di ottenere la cittadinanza in cinque anni. Non possiamo poi dimenticare che chi è abituato ad un approccio tradizionale alla politica è diffidente nei confronti delle nuove tecnologie e, quindi, restio ad utilizzarle.

Da tempo si è animato un dibattito riguardo alla necessità, fortemente avvertita dalla nostra base elettorale, di introdurre progressivamente il principio di democrazia interna in Forza Italia, a cominciare dall’elezione dei coordinatori regionali. Qual è il suo punto di vista al riguardo?

Avrei qualche dubbio riguardo all’introduzione tout court del principio di democrazia interna in Forza Italia, poiché uno degli elementi che caratterizza il nostro partito è il rapporto fiduciario col presidente Berlusconi. Trovo però interessante la proposta del coordinatore nazionale Sandro Bondi, il quale si sta occupando della redazione del nuovo statuto di Forza Italia, che parte da un giusto presupposto: i coordinatori regionali non debbono essere lasciati soli, ovvero dovrebbero essere affiancati e sostenuti da una squadra che renda più incisiva la loro attività sul territorio e il loro mandato dovrebbe essere a termine, in modo da garantire un adeguato ricambio della classe dirigente.

In qualità di esperto in comunicazione telematica, secondo lei internet può legittimamente proporsi come strumento di formazione politica? Se si, lo può essere in via esclusiva oppure dovrebbe essere integrato da strumenti formativi più tradizionali, ad esempio giornale di partito o strutture di formazione permanenti sul territorio?

Penso che lo strumento internet serva se integrato in una realtà più ampia. Internet come strumento di formazione ha ovviamente una sua forza e una sua autonomia, anche per la possibilità che garantisce all’utente di visionare contenuti 24 ore su 24. Ma per fare squadra e rendere più efficace l’azione politica non si può prescindere da strumenti che favoriscano il contatto fisico.

Che giudizio dà riguardo alla denuncia fatta dagli onorevoli De Petris, Merlo, Migliore e Montino a carico di Rai 2, colpevole di avere trasmesso in prime time l’ormai famoso «Prodi Rap»?

I nostri avversari non sono cambiati di una virgola: sono assolutamente impermeabili. La satira va bene solo se è fatta univocamente contro di noi.

Napoli sta vivendo da lungo tempo una preoccupante crisi per quanto riguarda sicurezza e ordine pubblico, evidentemente dovuta anche a responsabilità politiche da parte delle istituzioni locali. Come giudica il piano proposto dall’attuale esecutivo per contrastare la malavita organizzata, la quale, forte di oltre 50.000 affiliati, può a pieno titolo essere ormai definita parastato?

Trovo che il piano del governo sia molto blando: non so quanto potrà servire per arrivare al cuore del problema. Un problema ampio, le cui radici sono estremamente complesse da districare. La sinistra ha indubbiamente responsabilità politiche delle quali rendere conto, a cominciare dall’incuria con cui ha gestito la città di Napoli, sommersa da scorie e rifiuti, segno di un degrado urbano che è stato uno dei presupposti per l’attuale degrado sociale. Non è più tempo oggi di fare propaganda, bensì di affrontare efficacemente il problema.

La Finanziaria attualmente al vaglio delle Camere ha scontentato tutti: lavoratori dipendenti, autonomi, associazioni di categoria, ministri dell’attuale esecutivo e parte dei sindacati, sia per un contenuto normativo decisamente contraddittorio, sia per la confusione che ha generato nel cittadino, che ancora oggi sa che la pressione fiscale a suo carico aumenterà, ma non riesce ancora a quantificare con esattezza questo aumento. Da parte di un esecutivo che si regge su una maggioranza così risicata, ci si sarebbe aspettati maggior prudenza o, perlomeno, minor autolesionismo. Se ne può dedurre, a suo giudizio, che questa Finanziaria dimostra come non possa attualmente esistere in Italia una sinistra di governo organica, coerente e riformista?

Indubbiamente. Gli schieramenti che fanno parte della attuale maggioranza sono radicalmente alternativi tra di loro: è impossibile che adottino un approccio riformista alla politica, anche e soprattutto alla politica finanziaria. Sono solo d’accordo sulla volontà di smantellare quanto abbiamo fatto noi nei cinque anni precedenti, ma non sono d’accordo neppure sulle modalità attraverso cui operare questo smantellamento. Ne è segno anche il fatto che l’attuale Parlamento ha lavorato un terzo, a parità di periodo, rispetto al governo Berlusconi: temono il confronto parlamentare anche e soprattutto tra le componenti interne all’Unione, tra loro estremamente disorganiche.


Il 2 dicembre fatemi vedere che il partito c’è

Scritto da Antonio Palmieri | 10 novembre 2006 | RASSEGNA STAMPA

Il Giornale del 10 novembre 2006
di Adalberto Signore

«I sondaggi danno Forza Italia al 29,4 e le elezioni in Molise confermano questo trend. Ora è arrivato il momento d’incalzare il governo su questa Finanziaria. Se date il massimo, sono sicuro che la manifestazione del 2 dicembre a Roma sarà come quella del 1996». In collegamento telefonico da Macherio, dove prosegue la riabilitazione dopo l’operazione al menisco, Berlusconi sprona i vertici del partito riuniti a Palazzo Grazioli. Ci sono Bondi, Cicchitto, Bonaiuti, Brancher, il tesoriere Crimi, i coordinatori regionali e molti parlamentari del Lazio, tutti impegnati nell’organizzazione della manifestazione di piazza San Giovanni. A loro il Cavaliere chiede «uno sforzo sovraumano»: «Fatemi vedere che il partito esiste, è in gioco la nostra credibilità e quella del Paese». In piazza, dunque, Berlusconi vuole «più gente possibile» e spera di arrivare ai numeri di dieci anni fa, quando a San Giovanni si riunì quasi un milione di persone per protestare, ieri come oggi, contro la Finanziaria del governo Prodi (quella dell’eurotassa). Poi passa il telefono a Francesco Cossiga, ieri in visita a villa San Martino («era mio dovere, lui è sempre venuto a trovarmi dopo ogni operazione»). «Fate bene – dice l’ex capo dello Stato ai vertici azzurri – a fare questa battaglia, faccio tanti auguri a Forza Italia e al suo presidente».

Terminata la telefonata, si passa alle questioni organizzative. Con due preoccupazioni. Una dello stesso Berlusconi, messa sul tavolo da Bonaiuti.
«A dicembre – spiega – c’è in programma una settimana di sciopero dei giornalisti. Insomma, il 2 dicembre rischiamo di trovarci senza copertura mediatica». L’altra, sull’Udc, buttata lì da Alfano. Che teme che i centristi, che manifesteranno in piazza a Palermo, «pretendano dai Tg pari dignità». Insomma, potremmo pure «ritrovarci la nostra manifestazione con centinaia di migliaia di persone considerata alla stregua di quattromila militanti dell’Udc riuniti in Sicilia».

Sul fronte numeri, invece, circa 200mila sono le persone che i partiti si impegnano a garantire (100mila Forza Italia, 60mila An, 30mila la Lega). Per il resto ci si affida alle partecipazioni spontanee che – queste le previsioni – saranno moltissime. Insomma, i due cortei che arriveranno verso le 17 a piazza San Giovanni per il comizio con Berlusconi, Fini e Bossi dovrebbero raccogliere almeno 500mila persone. Sui costi c’è ancora qualche incertezza. Una previsione di massima parla di 500mila euro più le spese per i pullman. Ogni coordinatore regionale si è infatti impegnato a portare un certo numero di sostenitori: 30mila dal Lazio, 15mila dalla Campania, 10mila dalla Lombardia, seimila dalla Puglia. Che insieme alla Sardegna ha avuto la deroga per stampare il materiale direttamente in loco, visto che l’ultima volta Fitto ha ricevuto volantini e gadget solo a gazebo chiusi.

Palmieri, poi, ha mostrato spille, cappellini e magliette (che ha indossato una a una) preparati per l’occasione. Tra gli slogan: «67 nuove tasse Padoa Schioppa… e io pure». E da lunedì sarà attivo il sito www.scendiinpiazza.it.

Durante la riunione, pure qualche battibecco. Come quello tra Malan e Fitto o, ben più acceso, tra la Armosino e Crimi.


Legge Finanziaria: i miei emendamenti in aula a favore delle famiglie numerose

Scritto da Antonio Palmieri | 9 novembre 2006 | Sintesi attività parlamentare XV legislatura

PRESIDENTE BERTINOTTI: Passiamo alla votazione dell’emendamento Palmieri 3.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Palmieri. Ne ha facoltà.


ANTONIO PALMIERI. Signor deputato Presidente, questo emendamento va nella direzione della riduzione del danno che questo disegno di legge finanziaria opera contro la famiglia italiana. In particolare questo emendamento, a firma mia e dell’onorevole Gardini, vuole puntare l’accento sulla situazione delle famiglie numerose, vale a dire quelle con più di quattro figli.
Credo che il dato della denatalità sia un problema che tutti dobbiamo fare nostro in quanto è evidente che, se non si fanno più figli, siamo inesorabilmente avviati al declino. Vogliamo pertanto riconoscere la tutela per le famiglie con un numero di figli superiore a quattro. Questo numero di famiglie, che 35 anni fa erano qualche milione, oggi sono ridotte ad essere non più di 125 mila.
È evidente che con l’impianto del vostro emendamento avete distrutto e sfaldato completamente la riforma Tremonti; avete ribaltato completamente – come ha ricordato eloquentemente anche l’onorevole Santolini – il principio della deduzione a favore dei figli che avevamo introdotto nelle precedenti leggi finanziarie; avete soppresso la libertà per le famiglie di decidere cosa fare dei propri denari senza prima doverli consegnare in mano allo Stato.
Allora, l’invito è di considerare l’emendamento Palmieri 3.2 ed esprimere su di esso un voto favorevole per tutelare almeno queste famiglie, che hanno un numero di figli che oggi è ormai una rarità. Invece di parlare di politiche a sostegno della famiglia, credo che sia più opportuno cominciare a sostenere le famiglie che hanno i figli. Costoro hanno già compiuto un atto di coraggio, rischiando – perché questo è il termine – di mettere al mondo i figli nel nostro paese oggi, e meritano il nostro sostegno attraverso gli interventi di politica fiscale contenuti nell’emendamento al nostro esame.
Per tale motivo, mi auguro che i settori dell’attuale e temporanea maggioranza – i quali nel loro programma elettorale e nelle polemiche di questi giorni hanno avanzato a grande voce il loro ruolo di difensori della famiglia in particolare di quelle numerose – abbiano il coraggio di votare questo emendamento e quello successivo a mia firma (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Di Virgilio. Ne ha facoltà.

DOMENICO DI VIRGILIO. Signor Presidente, desidero aggiungere la mia firma a questo emendamento, e vorrei rilevare che le considerazioni testè svolte dall’onorevole Palmieri rappresentano una realtà incontestabile. L’Italia è il paese al mondo con maggiore denatalità e questo non perché gli italiani non vogliono i figli, ma perché la situazione economica non aiuta i giovani e le famiglie più povere. Quindi, venire incontro alle famiglie numerose, che diminuiscono sempre di più proprio per questo fattore, significa compiere un atto di giustizia e di solidarietà. Altrimenti, nel prossimo futuro pagheremo amaramente, in quanto le famiglie italiane saranno sempre più destinate ad essere superate dall’immigrazione, verso la quale non abbiamo nulla in contrario, ma la nostra italianità e civiltà verrà sicuramente mescolata con altre civiltà in maniera non soddisfacente.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Delfino. Ne ha facoltà.

TERESIO DELFINO. Signor Presidente, intervengo solo per sottoscrivere l’emendamento Palmieri 3.2 e per confermare che una vera politica della famiglia non può non portare ad una politica fiscale che tenda ad introdurre nel nostro paese, così come in altri paesi europei, il quoziente familiare. Torno a ribadire la domanda: come possiamo trattare in modo equo situazioni profondamente diverse? Nel nostro paese le famiglie con quattro o più figli sono circa 300 mila e rappresentano un capitale sociale sul quale la responsabilità del Governo, della maggioranza e di tutto il Parlamento dovrebbe essere attenta, sostenendo con maggiore efficacia gli sforzi e i sacrifici sostenuti da queste famiglie.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Marinello. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FRANCESCO MARIA MARINELLO. Signor Presidente, intervengo anch’io per sottoscrivere questo emendamento assolutamente di buon senso. Tra l’altro, è rivolto in favore della maggior parte delle famiglie italiane, caratterizzate da un quoziente familiare elevato, cioè proprio quelle famiglie, per intenderci, che l’estate non vanno a Pantelleria.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Lisi. Ne ha facoltà.

UGO LISI. Intervengo per dichiarare, anche a nome del collega Consolo, di aggiungere la firma all’emendamento Palmieri 3.2 e per ricordare ancora una volta a questo Governo e a quest’Assemblea che nella prossima settimana audiremo presso la Commissione affari sociali l’associazione Famiglie numerose. Anche questo è un buon segnale (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Nazionale)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Capitanio Santolini. Ne ha facoltà. Le ricordo che ha un minuto di tempo a sua disposizione.

LUISA CAPITANIO SANTOLINI. Sarò breve, signor Presidente. Mi associo a questo emendamento che mi sembra qualificante rispetto all’obiettivo, che dovrebbe essere perseguito nel corso dell’intera legislatura, di riconoscere il valore sociale delle famiglie che hanno tanti figli, figli che pagheranno domani le tasse anche per coloro che non li hanno avuti, e che pagheranno la sanità e le pensioni. Si parla tanto delle pensioni che questi figli non avranno, ma che saranno obbligati a pagare anche a coloro che i figli non li hanno fatti.
Mi sembrano misure di buon senso, di equità e di giustizia: le famiglie italiane chiedono non l’elemosina, né trattamenti assistenziali, bensì chiedono trattamenti di promozione, di riconoscimento e di giustizia.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Galletti. Ne ha facoltà. Le ricordo che ha un minuto di tempo a sua disposizione.

GIAN LUCA GALLETTI. Vorrei aggiungere la mia firma all’emendamento in votazione e ricordare soltanto una cosa molto semplice. Abbiamo svolto una discussione sui 40 mila euro di reddito che costituiscono una buona somma se non si hanno 4 figli. Se invece si hanno quattro figli, 40 mila euro di reddito lordo diventano poca cosa e ci vuole molto poco per arrivare sotto la soglia di povertà.
Ritengo che si tratti di una osservazione da tenere in considerazione e che, anche se non verrà approvato (io, però spero che verrà votato dalla maggioranza), l’emendamento Palmieri 3.2 ponga all’attenzione di questo Parlamento un problema di discriminazione che oggi esiste.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull’emendamento Palmieri 3.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 523
Votanti 522
Astenuti 1
Maggioranza 262
Hanno votato sì 239
Hanno votato no 283).

Passiamo alla votazione dell’emendamento Palmieri 3.21.
Prendo atto che i presentatori non accettano l’invito al ritiro formulato dal relatore.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Palmieri. Ne ha facoltà.

ANTONIO PALMIERI. Siamo alle solite Calimero… Anche questo emendamento, come il precedente 3.2 a mia firma, riguarda le famiglie numerose. Vi invito, essendo il testo molto breve, a leggerlo, anzi, se non vi offendete o non vi rubo troppo tempo, lo leggerò io: «I contribuenti con quattro o più figli a carico in sede di dichiarazione dei redditi possono detrarre dal reddito familiare complessivo le bollette inerenti i consumi di acqua, corrente elettrica e gas relativi all’anno cui si riferisce la dichiarazione dei redditi.»
Come abbiamo detto a più voci in quest’aula, e purtroppo soltanto dalla parte dell’attuale e temporanea minoranza, si tratta di una serie di emendamenti che vanno a tutelare, e questi in particolare, coloro che hanno avuto il coraggio e, raccogliendo il suggerimento di un collega, l’incoscienza di mettere al mondo tanti figli.
È noto che in Italia se più persone compongono la famiglia consumano evidentemente di più e finiscono per pagare di più. È evidente a tutti – dovrebbe esserlo in modo particolare alla sinistra – che questa misura colpisce soprattutto le famiglie numerose, che hanno meno mezzi. Abbiamo già detto che in Italia le famiglie numerose sono quelle che più delle altre cadono nelle fasce di povertà. Mi sembra quindi veramente un elemento di civiltà, oltre che di buonsenso, votare questo emendamento.
Mi rivolgo questa volta non più alla componente della maggioranza cosiddetta moderata, ma, appunto, alla componente di sinistra, perché dovrebbe stare a cuore a voi più che ad altri l’elementare elemento di giustizia sociale contenuto in questo emendamento.
Per questo motivo, rinnovo l’invito ad approvare questo emendamento, mettendovi non solo la mano sulla coscienza, ma anche una mano sul portafogli, per aiutare le famiglie numerose (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia).

PRESIDENTE. Solo ai fini di evitare fraintendimenti all’Assemblea, faccio notare che lei ha illustrato un altro emendamento, che invece è stato ritirato. Non ha letto infatti il testo dell’emendamento ora in esame. (N.B. ERO COSI’ STANCO CHE IN EFFETTI HO PARLATO DI UN ALTRO EMENDAMENTO. MA L’IMPEGNO A FAVORE DELLE FAMIGLIE NUMEROSE E, PIU’ IN GENERALE DELLA FAMIGLIA, RESTA IMMUTATO…)
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull’emendamento Palmieri 3.21, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 521
Maggioranza 261
Hanno votato sì 239
Hanno votato no 282).



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