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DON GIUSSANI: PARLAMENTO RICORDA FIGURA STRAORDINARIA DEL NOSTRO SECOLO

Antonio Palmieri

Archivio del mese di febbraio 2005

DON GIUSSANI: PARLAMENTO RICORDA FIGURA STRAORDINARIA DEL NOSTRO SECOLO

Scritto da Antonio Palmieri | 17 febbraio 2005 | RASSEGNA STAMPA

antoniopalmieri.it del 17 febbraio 2005

“Donna non piangere’. Di fronte al dolore per la scomparsa di Don Giussani ci vengono in mente le parole rivolte da Gesù alla vedova di Naim.

‘Donna non piangere’. Siamo grati al Signore per averci dato la possibilità di incontrare e conoscere Don Giussani, una delle figure più straordinare del nostro secolo.

L’incontro con quest’uomo eccezionale ci ha permesso di riscoprire il Cristianesimo come un fatto che ha cambiato la nostra vita e dà senso alla nostra responsabilità”.

Così gli onorevoli Maurizio Lupi, Adriano Paroli, Stefano Saglia, Guido Crosetto, Luigi Casero, Gianfranco Blasi, Giovanni Deodato, Patrizia Paoletti Tangheroni, Dorina Bianchi, Simonetta Licastro Scardino, Massimo Ferro, Angelino Alfano, Antonio Verro, Antonio Palmieri, Angelo Sanza, Gioacchino Alfano, Walter Zanetta, Cesare Campa, Guido Milanese, Luciano Sardelli, Benedetto Nicotra, Andrea Gibelli, Giannantonio Arnoldi, Giuseppe Lezza, i senatori Laura Bianconi e Valerio Carrara, i Sottosegretari Grazia Sestini e Roberto Rosso.

Giovedì mattina alle ore 8.30 presso la Chiesa di San Gregorio Nazianzeno Sua Eccellenza Monsignor Rino Fisichella celebrerà, per tutti i parlamentari, una messa in suffragio di Don Giussani.


Nasce il comitato parlamentare per il non-voto ai referendum

Scritto da Antonio Palmieri | 14 febbraio 2005 | RASSEGNA STAMPA

Agenzia stampa Zenit del 14 febbraio 2005

Nasce il comitato parlamentare per il non-voto ai referendum. Intervista al deputato Antonio Palmieri, fra i promotori dell’iniziativa

Sedici parlamentari rappresentanti dei partiti della maggioranza e dell’opposizione, hanno lanciato il 13 febbraio un appello per un doppio no ai referendum abrogativi della legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita.

I firmatari sostengono che “l’approvazione dei quattro quesiti referendari porterebbe ad un ritorno del Far West procreativo” con aberrazioni come “la distruzione di embrioni, donne sottoposte a pratiche invasive e pericolose, coppie distrutte da stress psicologico e spesa economica, paradossale moltiplicazione di figure di genitori, scioccanti annunci di clonazione umana”.

Per approfondire le ragioni del comitato del non-voto, ZENIT ha intervistato Antonio Palmieri, uno dei promotori dell’appello, già attivista di associazioni a favore della vita nascente, deputato di Forza Italia e componente della Commissione cultura della Camera.

Può spiegarci le ragioni dell’appello per il non-voto ai referendum, di cui anche lei è firmatario?

Palmieri: Le ragioni sono molteplici, le dico le principali: 1) Difendere una legge che è il miglior compromesso oggi possibile tra desiderio di avere un figlio, rispetto della vita umana sin dal suo inizio e incoraggiamento per una scienza che sia davvero al servizio dell’uomo.

2) Difendere una legge approvata in modo consapevole e a larghissima maggioranza dal Parlamento e che non può essere distrutta prima ancora di vedere gli effetti concreti della sua applicazione.

3) Per quanto mi riguarda personalmente, continuare un impegno pluridecennale a favore della vita, cominciato oramai molti anni fa, ben prima di fare politica attivamente.

Quali sono i punti della legge 40/2004 che lei considera un avanzamento per la cultura della vita?

Palmieri: Senza dubbio il principale è il riferimento contenuto nell’art.1 all’embrione umano come soggetto portatore dei diritti propri dell’essere umano. E’ un fondamento di civiltà da difendere e da far comprendere al più ampio numero di persone possibile, perché in esso c’è la radice dell’atteggiamento verso l’uomo e verso la scienza che caratterizzerà gli anni a venire.

Occorre ribadire che l’uomo è sempre un fine non può mai essere un mezzo. Questo è un principio cristiano che è alla base della civiltà occidentale ed è un principio condivisibile davvero di tutti, un principio umano nel senso più proprio del termine.

Perché i referendum abrogativi proposti dai radicali porterebbero al Far West procreativo?

Palmieri: I referendum ci riportano indietro perché demoliscono il rispetto dell’embrione umano, che viene reso uno strumento per soddisfare un presunto diritto all’essere genitori, e promuovono un atteggiamento ideologico che esalta acriticamente il ruolo “salvifico” della scienza, alimentando false attese nei malati e spacciandole per verità scientifiche, come dimostra l’enfasi sull’utilizzo delle cellule staminali embrionali, che ancora non danno risultati utilizzabili dopo più di 30 anni di tentativi, e l’omissione sui successi ottenuti dalle staminali adulte.

Molti medici e giuristi sostengono che se i referendum abrogativi venissero votati a maggioranza, vedremo il riemergere di tecniche eugenetiche. Quale è il suo parere in proposito?

Palmieri: Sarebbe come aprire la prima falla nella diga del rispetto della dignità dell’uomo. Cosa ne seguirebbe è purtroppo facilmente immaginabile. Se la scienza ci consentisse di predisporre le caratteristiche e avere un figlio come lo desideriamo noi, perché negarci tale “diritto”?

Voi indicate la via dell’astensione ai referendum come una risposta responsabile. Ci spiega il perché?

Palmieri: Indichiamo il non-voto come la via migliore per sconfiggere i referendum per due motivi: perché, come scritto nell’appello, “la delicatezza della materia, i valori che chiama in causa, la necessità di distinguere i vari e articolati profili del rapporto fra la tecnica, la ricerca e il rispetto della dignità di ogni essere umano impongono questa scelta e rendono incongrua e sommaria una semplicistica risposta da “sì” o “no” a singole parti della legge 40/2004”.

In secondo luogo proponiamo il non-voto in quanto di fatto ogni voto a favore dei no è anche un voto a favore dei sì, perché facilita il raggiungimento del quorum necessario per rendere valido il referendum. Per qual motivo farci del male da soli, per un referendum che non abbiamo voluto e che giudichiamo dannoso?


Palmieri “regala” un milione di euro alle strade di Cantù e Cermenate

Scritto da Antonio Palmieri | 11 febbraio 2005 | RASSEGNA STAMPA

La Provincia di Como del 11 febbraio 2005
di Enrico Romanò

Un milione di euro a favore del Canturino. E’ la dote che porta con sé da Roma Antonio Palmieri, deputato di Forza Italia. Si tratta di soldi che verranno spesi per lo più sulle strade: a Cantù e a Cermenate, soprattutto.

«Il comma 30 della Legge finanziaria per il 2005 – spiega Palmieri – ha autorizzato la realizzazione di una serie di interventi locali al fine di promuovere lo sviluppo economico, infrastrutturale e sociale del territorio nazionale. Rispondendo ad alcune antiche richieste pervenutemi dal Comune di Cantù e da quello di Cermenate che mi erano state formulate nel corso del 2004, sono riuscito a far destinare loro un contributo per un importo complessivo di un milione e 50 mila euro, per il triennio 2005-2007». Cantù riceverà 450 mila euro: 200 mila nel 2005, 50 mila nel 2006 e 200 mila nel 2007. Cermenate avrà invece 700 mila euro: 300 mila nel 2005, 100 mila nel 2006 e 300 mila nel 2007. Serviranno per il rifacimento di via Scalabrini.

«Il Ministero dell’Economia e delle Finanze provvederà all’erogazione dei contributi sulla base dei progetti preliminari che devono essere presentati entro il 30 marzo 2005» chiarisce Palmieri. «Devo dire che sono davvero molto contento – chiosa l’onorevole – Avevo fatto un patto con me stesso: realizzare cinque interventi concreti sul territorio del collegio entro la legislatura. Ho raggiunto l’obiettivo con un anno abbondante di anticipo. Infatti questi due ultimi interventi si aggiungono a quelli per il completamento del palazzetto dello sport di Cantù, per l’ampliamento del centro sportivo “Toto Caimi”, per il rifacimento del sagrato della parrocchia San Vito e Modesto di Cermenate.

«Nel 2001 avevo detto che il milanese eletto deputato di Cantù non avrebbe dimenticato il territorio che ha il compito di rappresentare a Roma – conclude – Questi cinque interventi dimostrano ulteriormente, e in forma molto molto concreta, che in tutti questi anni ho lavorato per mantenere quell’impegno».



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