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Spot imbufaliti

Antonio Palmieri

Archivio del mese di aprile 2004

Spot imbufaliti

Scritto da Antonio Palmieri | 22 aprile 2004 | RASSEGNA STAMPA

Panorama del 22 aprile 2004

Forza Italia ha deciso di pubblicare sul proprio sito (www.forza-italia.it) le bufale contro il governo che girano sul web. L’idea è di Antonio Palmieri, deputato azzurro, che ne ha scoperte di ogni tipo. Per esempio quelle sugli scippi. C’è chi attribuisce al governo il divieto di denunciarli: solo così si spiegherebbe il calo dei reati. Ovviamente è un falso. Così come quello sulla patente: gira su internet la pseudonotizia secondo cui, per non perdere punti, nessuno denuncia più gli inciendenti, che così sarebbero diminuiti. Altra bufala.


Forza Italia lancia “caccia alle bufale” online

Scritto da Antonio Palmieri | 18 aprile 2004 | RASSEGNA STAMPA

Reuters del 18 aprile 2004

Una nuova legge che vieta gli scippi, il televisore danneggiato dalla tv digitale che non funziona: sono le prime due “prede” della “caccia alle bufale online” lanciata da Forza Italia per smascherare in vista delle elezioni Europee di giugno messaggi contenenti informazioni che il partito ritiene false e inattendibili, diffuse in Rete spesso attraverso messaggi di posta elettronica.

L”indirizzo http://lcars.forza-italia.it/php/ebufale/bufale.htm, accessibile dalla homapage del movimento (http://www.forza-italia.it/index3.htm) è dedicato proprio alle segnalazioni di false notizie in circolazione.

“Dall’estate del 2001 girano catene di e-mail che raccontano le bufale più incredibili sull’attività del governo Berlusconi. E’ arrivato il momento di dire la verità!”, dice sul sito Forza Italia, che invita i navigatori di Internet ad inviare segnalazioni di messaggi da confutare.

Tra le altre “bufale informatiche” segnalate sul sito, quella secondo il quale il governo italiano starebbe comprando armi di distruzione di massa e la controversa vicenda delle imposte, con un messaggio secondo il quale “con la riforma Berlusconi i poveri pagheranno più tasse”, che Forza Italia smentisce asserendo trattarsi del testo di un volantino del 1994, che non tiene conto dell’attuale sistema di deduzioni fiscali e di aree del reddito detassate.


Verso il voto – Sfida sugli slogan

Scritto da Antonio Palmieri | 14 aprile 2004 | RASSEGNA STAMPA

Corriere della sera del 14 aprile 2004
di Paolo Conti

Alleanza nazionale organizza un concorso a premi tra gli elettori giocato sugli slogan che appariranno sui manifesti sei metri per tre, un format ormai uguale per tutti. I democratici di sinistra sabato convocano alla Fiera di Roma la prima assemblea nazionale dei quattromila segretari di sezione della Quercia con tanto di stand che aiuteranno la base a districarsi nei nuovi linguaggi della comunicazione: sondaggi, analisi delle domande degli elettori, contatti telefonici. Un vero avvenimento a sinistra: includendo il Pci, gli «stati generali» non venivano convocati da 25 anni. Domani si riunirà il coordinamento della campagna elettorale della lista «Uniti nell’Ulivo» e si potrebbe decidere di tirare in ballo Romano Prodi nella nuova serie di cartelloni: ancora non si sa se con uno slogan o direttamente con una fotografia.

La battaglia della comunicazione per Europee e Amministrative è appena cominciata ma promette sorprese. Annuncia Ignazio La Russa, coordinatore di An: «La nostra vera energia sarà la sintonia con la militanza della base che forse negli ultimi tempi abbiamo un po’ sottoutilizzato. Stiamo immaginando una catena di eventi locali puntati su temi nazionali». Ovvero contro la droga, la solidarietà coi soldati al fronte, il made in Italy, il caro-vita. Annuncia La Russa: «Temi che accompagneranno uno slogan principale che presto decideremo. Lanceremo un concorso: trova i dodici messaggi e il tredicesimo suggeriscilo tu». In palio un biglietto per i campionati europei di calcio a Lisbona e un altro per la prima seduta del nuovo Parlamento europeo. Il Fini-simbolo («Un solo interesse, gli italiani») servirà da modello («suggerito», precisa La Russa) agli altri candidati alle Europee.

La lista «Uniti nell’Ulivo» è già a una svolta. Dopo il discusso «arrivi alla fine del mese?» si punterà a una risposta-attacco a Berlusconi, annuncia Marina Magistrelli, senatore della Margherita impegnata nel coordinamento della campagna per la lista con Fabrizio Morri dei Ds: «La gente percepisce, al contrario di quanto dice “lui”, che i principali servizi sociali sono in discussione». Il nuovo possibile slogan potrebbe essere «Scuola, pensioni, ospedali e non bugie». Seguirà una «proposta in positivo» (tipo: adesso servono persone «vere») che potrebbe evocare o coinvolgere l’immagine di Prodi. Due le agenzie in gioco: la Pan advertising (quelli di «arrivi a fine mese?») e la Adv creativi di Ancona.
Nessun cambiamento di rotta per Forza Italia nella campagna per le Europee: Berlusconi resta protagonista assoluto. Dice Antonio Palmieri, deputato responsabile della comunicazione elettorale e Internet: «La nostra scelta è puntare su un rendiconto puntuale e preciso partendo dal contratto con gli italiani». Quindi fisco, sicurezza, grandi opere, lavoro, pensioni minime. Da lunedì si tornerà all’attacco sulla scuola («il settore più colpito dalla falsa propaganda dell’opposizione») con due nuovi avvisi. Sempre sotto l’occhio di Berlusconi. Poi c’è un rinvio a Internet: basta cliccare su www.silvioberlusconi.it o su www.votaberlusconi.it per aprire dettagliati dossier sui singoli temi, come da slogan.

Se alle Europee l’Ulivo corre unito, alle Amministrative ognuno pensa per sé. Paolo Gentiloni responsabile dell’informazione e propaganda della Margherita, vecchia cliente della Saatchi & Saatchi: «Due i concetti principali. La Margherita come forza che unisce, la Margherita ovvero l’Ulivo di governo». Il primo slogan rivendica una primogenitura nel processo unitario dell’Ulivo? «Forse…». In quanto al colore, è ufficiale. Ormai la Margherita «è verde», addio a certe tonalità (l’azzurro?) che produrrebbero odiosi equivoci.
In casa ds (sempre per le Amministrative) si ricorre allo stesso carburante dell’antico avversario An ugualmente radicato, come si diceva un tempo, nel territorio: la cara, vecchia base. Racconta Gianni Cuperlo, responsabile della comunicazione della segreteria nazionale ds: «La base conta e conterà sempre di più. E’ superata quella fase in cui questa risorsa, forse sbagliando, talvolta non è stata ben valutata». Trattandosi di Amministrative, Fassino non verrà «utilizzato»: «E’ un gesto di rispetto verso un elettorato maturo e consapevole proporre temi legati al suo ambito territoriale, se si tratta di elezioni locali. Per com’è messo il governo non direi che l’ossessivo ricorso alla figura di Berlusconi produrrà effetti positivi».

Poco aggressiva la campagna dell’Udc che ruota attorno alla figura del segretario Marco Follini, giocata sulla parola «centro» che diventa «io c’entro» e volutamente suggerisce (dicono all’Udc) un’idea di coinvolgimento: Follini avrà sempre qualcuno accanto (nessun protagonismo berlusconiano) e non ci saranno slogan perentori (tipo Fini). Il prossimo «io c’entro» riguarderà la difesa delle istituzioni. E per far capire quale sia il target di riferimento (l’ex Dc) il sito www.udc-italia.it parlerà da oggi di una certa vittoria storica scudocrociata. Dice niente il 18 aprile?


Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla situazione della procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli

Scritto da Antonio Palmieri | 6 aprile 2004 | Attività 2004

Proposta di legge
del 6 aprile 2004

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla situazione della procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli

Sono stato cofirmatario di questa proposta di legge, che trovi cliccando qui


Antonio Palmieri, uno dei responsabili della comunicazione, spiega la strategia di Forza Italia: «I miei segreti per far vincere il Cavaliere»

Scritto da Antonio Palmieri | 3 aprile 2004 | RASSEGNA STAMPA

La Provincia di Como del 3 aprile 2004
di Umberto Montin

Le diatribe politiche sono importanti, il loro peso nella campagna elettorale è consistente, ma alla fine, nel mondo d’oggi, il valore aggiunto arriva da ciò che un tempo si definiva propaganda. «Comunicazione, prego». A parlare è in pratica il responsabile, appunto, della comunicazione di Forza Italia, il parlamentare comasco Antonio Palmieri. «Non si dice più propaganda, bensì comunicazione» corregge. «Si parte domani, domani in tutta Italia debutteranno insieme otto tipi di grandi manifesti della campagna dedicata al resoconto di quanto ha fatto finora il governo». Quali sono i temi dei maxiposter? Tutti quelli del contratto firmato da Silvio Berlusconi con gli italiani. Ovvero l’abbattimento della pressione fiscale, il piano di difesa dei cittadini e la lotta alla criminalità, l’innalzamento a 516 euro delle pensioni minime, l’abbattimento del tasso di disoccupazione e la creazione di almeno un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro, l’apertura dei cantieri delle grandi opere. E oltre a questo anche un manifesto dedicato alla riforma della scuola. Sarà l’unico modo con cui spiegherete le vostre idee? No, perché ad ogni uscita dei manifesti, questo che è il mezzo più antico verrà abbinato al più moderno, a Internet. Debutteremo con un sito che si chiamerà «www.votaberlusconi.it» sul quale ciascuno potrà trovare spiegati in maniera dettagliata i concetti espressi sui manifesti. Ma in rete, dal sito di Forza Italia, abbiamo avviato una operazione verità che invita a scoprire le “bufale” dei nostri avversari. Un modo anche per sdrammatizzare il confronto politico. Perché la preferenza a questi due strumenti di comunicazione? In primo luogo perché la televisione ci è preclusa, a causa della par condicio e poi perché non va dimenticato che l’Ulivo, dopo quattro governi, non riuscì a illustrare nulla di quanto avrebbe fatto. D’accordo parlare del governo e dei suoi risultati. Ma questa è una competizione elettorale per il voto europeo… Questo fa parte della seconda parte della campagna: altri otto tipi di manifesti 6×3 (sei metri per tre metri, ndr), tutti dedicati ai temi europei, alle idee e alle proposte di Forza Italia. Negli ultimi trenta giorni prima del voto, durante i quali non si potranno effettuare affissioni, inoltre, daremo vita a una serie di appuntamenti, fra i quali spicca a fine maggio il congresso del partito, a Milano. Bilanci, proposte, ma nessun attacco, nessuna contestazione agli avversari? La linea decisa è stata quella di puntare sulla verità di quanto realizzato, visto che abbiamo scoperto come molto di tutto questo era sconosciuto anche ai nostri elettori, e di usare un tono sobrio. Per questo lanciamo un appello all’Ulivo, affinché anche loro usino toni moderati, puntino sugli approfondimenti e sulle proposte piuttosto che sulla polemica. Polemiche? In dieci anni da noi è sempre arrivata una comunicazione positiva. Anche negli Stati Uniti si è visto che gli spot in negativo di Bush contro Kerry non sono stati utili La nostra strategia è impostata sul “voi dite la vostra, noi la nostra, poi decideranno gli elettori”. Se poi, una volta in campo, ci sarà chi fa fallo… La televisione, dunque la trascurerete? Useremo gli spazi degli altri, le tribune politiche, i messaggi autogestiti. Ma se avessimo tutto questo controllo della tv come si dice, pensate che ricorreremmo a questa massiccia campagna d’informazione attraverso i manifesti stradali? Siamo contrari a questa par condicio, non la si è rivista prima di questa tornata, ma resta la volontà di cambiarla in futuro. Userete anche i sondaggi, come nelle altre campagne, e i gruppi di esperti? Noi siamo stati i primi a usare i sondaggi ma soprattutto a parlarne. Anche gli altri li facevano, ma li tenevano nascosti perchè pensavano di passare per manipolatori. Noi invece vogliamo raccogliere le indicazioni, le sensazioni dell’elettorato, capire ciò che pensa la gente. I nostri sondaggi si muovono sia su un versante qualitativo che quantitativo. Una campagna costosa, sembra di capire. Quanto? Sui costi potremmo essere precisi solo alla fine, al momento del bilancio. Si parla che abbiate affittato il 40% degli spazi pubblicitari di grandi dimensioni disponibili… Assolutamente no, si tratta di una percentuale molto inferiore. Queste sono le notizie che danno i nostri avversari, che peraltro hanno affittato anche loro gli spazi per i manifesti 6×3. Fra l’altro non sarebbe possibile aver occupato tutti questi spazi, visto che in primavera riparte alla grande la pubblicità commerciale. Per il finanziamento, quindi ricorrerete ancora alle cene del tipo di quella organizzata con Berlusconi circa un mese fa a Milano? Per la campagna di comunicazione impegneremo il contributo statale. Quanto alle cene è uno strumento utile, trasparente e gradevole. Non credo che sarà ripetuto a Milano, in altre parti d’Italia sì.


Armi chimiche e scippi legalizzati. Le bufale “telematiche” sul governo

Scritto da Antonio Palmieri | 3 aprile 2004 | RASSEGNA STAMPA

Libero del 3 aprile 2004
di Giuseppe Salvaggiuolo

«Lo shopping di Berlusconi: Sarin, Tabun, Agente Arancio sono solo alcune delle sostanze chimiche e radioattive ordinate dal governo. Per farci cosa? Armi nucleari, biologiche e chimiche, ovvero armi di distruzione di massa. Cercate (e non trovate) in Iraq, ce le potremmo ritrovare presto in casa nostra. Il governo italiano ha dato ordine di acquistarle».
Il grido allarmato corre su Internet con la imperitura formula della catena di Sant’Antonio. Capita di ritrovarselo nella casella di posta elettronica. Ma è una “bufala”. Come altre che girano sul web e attribuiscono, di volta in volta, al presidente del Consiglio nefandezze quali la depenalizzazione del borseggio o la privatizzazione delle acque pubbliche. False. «Ma molto verosimili – ammette Antonio Palmieri, deputato di Forza Italia – si tratta di storielle costruite bene, in apparenza documentate, citano la Gazzetta Ufficiale e il programma elettorale di Berlusconi. E sono molto efficaci». Tanto che Palmieri, responsabile del sito ufficiale del partito(www.forza-italia.it) ha lanciato nel giorno dei pesci d’aprile una “caccia alle bufale on line “. In poche ore sono arrivate decine di segnalazioni. Ora parte la fase di studio e documentazione per “smascherare le bugie”. Ci lavorano i due redattori del sito (uno è part time).
Per esempio, sulle armi di distruzione di massa, il sito spiega che “l’elenco dei materiali d’armamento non indica l’elenco dei materiali di cui si doteranno le forze armate e i corpi di polizia italiani. Semplicemente è la nuova lista dei materiali di armamento da sottoporre a controllo da parte dei ministeri competenti, come indicato nella legge 185 del 1990”.
E la storia della depenalizzazione del borseggio? La “bufala” parte da un aneddoto. “Venerdì al mio amico G. viene rubato il portafogli alla stazione di Roma. Se ne rende conto solo quando, arrivato a casa a Milano, deve pagare il taxi. Decide di andare a denunciare lo scippo subito, ma in questura gli viene precisato che da quest’anno la legge cambia, per cui un borseggio compiuto da ignoti non si può più denunciare (e quindi registrare) come reato di borseggio, ma come semplice smarrimento. La denuncia di borseggio si può fare solo se il borseggiatore è colto in flagrante, altrimenti sei solo un cretino che si è perso il portafogli”. L’ignoto produttore della “bufala” prosegue argomentando che con questa trovata molti reati non risultano più nelle statistiche ufficiali. E quindi “con la scaltra mossa della nuova legge sulle denunce, in un batter d’occhio e senza potenziare la sicurezza i reati sono già diminuiti del 5% circa!”. In realtà, risponde Forza Italia, “non esiste legge e nemmeno ipotesi di legge che preveda la modifica del reato di borseggio, meno che mai nel senso di derubricarlo a smarrimento se il querelante non indica i colpevoli”.
Informato della “caccia alle bufale”, Berlusconi ha approvato l’iniziativa.



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