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G8: Palmieri (FI): nuove tecnologie e azioni innovative per vincere la guerra alla povertà

Antonio Palmieri

Archivio del mese di giugno 2002

G8: Palmieri (FI): nuove tecnologie e azioni innovative per vincere la guerra alla povertà

Scritto da Antonio Palmieri | 26 giugno 2002 | RASSEGNA STAMPA

Comunicato del 26 giugno 2002

“L’approccio innovativo per vincere la guerra contro la poverta’ impostato dal nostro governo comincia a dare i suoi frutti.”. Antonio Palmieri, responsabile nazionale dipartimento innovazione tecnologica di Forza Italia, cosi’ commenta i lavori del G8: “A Kananaskis il presidente Berlusconi sta raccogliendo i primi frutti del nuovo metodo impostato al G8 di Genova: predisporre interventi innovativi, fondati su una “filosofia dell’azione concreta” che si articola in quattro fasi. a) L’azione dei governi. L’intervento concreto dei governi del G8 per condonare progressivamente buona parte del debito dei paesi poveri e aumentare gli investimenti a loro favore. In questa direzione l’Italia ha gia’ dato il buon esempio nel corso di quest’ultimo anno. b) L’uso delle nuove tecnologie. Il rivoluzionario progetto di e-model, nuovo modello di organizzazione statuale digitalizzata, che consentira’ agli stati del sud del mondo di recuperare in pochi anni efficienza e trasparenza nella gestione, ridurre corruzione e sprechi, migliorare servizi fondamentali quali scuola e sanita’. c) Il coinvolgimento delle imprese. L’attuazione delI’e-model e la formulazione di nuovi accordi di cooperazione creeranno le condizioni che consentiranno alle imprese dei paesi sviluppati di investire nei paesi da sviluppare in condizioni di sicurezza. d) La sensibilizzazione dei cittadini. La guerra alla poverta’ si vince anche con il coinvolgimento culturale e insieme concreto di chi vive nel Nord del mondo. In questa direzione va l’innovativo progetto della de-tax. Queste quattro innovative azioni – conclude il deputato azzurro – trasformano finalmente le tante parole sprecate negli anni passati in fatti concreti. Ne vedremo i frutti negli anni a venire.”.


Nessun attacco surrettizio alla Legge sull’aborto

Scritto da Antonio Palmieri | 11 giugno 2002 | Attività 2002

Secondo intervento in Aula durante le votazioni della legge sulla fecondazione assistita
del 11 giugno 2002

Nel corso del dibattito sulla importante legge sulla fecondazione medicalmente assistita sono intervenuto in aula nel corso del dibattito e delle votazioni. Di seguito puoi leggere il resoconto stenografico del mio secondo intervento.

Signor Presidente, intervengo per ribadire che non soltanto la scienza – e bisogna dirlo e ribadirlo, perché ciò vuol dire che la scienza ci dice che il concepito è uno di noi; lo dice almeno una parte degli scienziati – ma anche l’evidenza ci conferma che, quando parliamo con una donna che è in attesa di un bambino, non appena lo sappiamo, ci rivolgiamo a lei e parliamo del concepito come fosse già uno di noi: pensiamo come sarà, come si comporterà, che nome dargli.

Né vale dire, onorevole Moroni, che la dipendenza del concepito dal sangue della madre per vivere e per crescere costituisce un elemento che discrimina l’esistenza del secondo soggetto in campo, perché, allora, quando il figlio è nato, se la madre non lo nutre, evidentemente, anche in questo caso il figlio morirebbe.

Vorrei concludere, signor Presidente, ribadendo che non è nostra intenzione modificare la legge n. 194 del 1978, per il semplice motivo che all’articolo 1 – è stato già detto, ma giova ripeterlo – si dice che la vita viene tutelata «dal suo inizio». Dove sia l’inizio non è rilevante, perché la legge n. 194 del 1978 dà la preminenza allo stato di necessità della madre, della donna, che può scegliere cosa fare nel corso della sua gravidanza. Quindi, vorrei sottolineare ancora una volta che da parte nostra non c’è alcuna intenzione di portare un attacco surrettizio alla legge n. 194 del 1978 (Applausi di deputati del gruppo di Forza Italia).


Confrontiamoci, ma sempre nel rispetto della verità

Scritto da Antonio Palmieri | 11 giugno 2002 | Attività 2002

Intervento in Aula durante le votazioni della legge sulla fecondazione assistita
del 11 giugno 2002

Nel corso del dibattito sulla importante legge sulla fecondazione medicalmente assistita sono intervenuto in aula nel corso del dibattito e delle votazioni. Di seguito puoi leggere il resoconto stenografico del mio primo intervento.

Signor Presidente, ho ascoltato l’invito proveniente da tutte le parti di questa Assemblea – e da ultimo formulato dall’onorevole Violante – ad un confronto sereno con tutte le componenti della Camera. Lo stesso invito è stato formulato questa mattina da rappresentanti del mio gruppo, così come da esponenti di tutti gli altri gruppi. Devo però dire – dopo aver ascoltato tutti gli interventi svolti nel corso del dibattito odierno – che è difficile pensare di poter andare ad un confronto sereno se non si mettono sul tavolo tutti gli elementi della questione.

È difficile pensare di poterci attribuire la paternità di un atteggiamento oscurantista, antiscientista e quant’altro (come avete brillantemente affermato), senza che voi citiate il fatto che numerosi scienziati di ogni fede, in tutto il mondo, sostengono che la vita umana comincia dal concepimento e che – come dicevano gli antichi – natura non facit saltus, per cui vi è un continuo sviluppo biologico fin dal momento del concepimento.
Si potrebbero citare anche le considerazioni del comitato nazionale di bioetica e quelle svolte a Roma tre mesi fa da docenti di tutte le facoltà di medicina e chirurgia.

Tuttavia, questo è il punto fondamentale: come possiamo giungere ad un confronto sereno con voi, con chi la pensa in modo diverso, con chi propone di sopprimere l’articolo 1 che dà il tono a tutto il provvedimento, quando voi negate la verità e, cioè, che gran parte degli scienziati affermano che l’embrione è vita umana e che quest’ultima comincia fin dal concepimento (Applausi di deputati del gruppo di Forza Italia)?


Un anno dopo le elezioni, faccia a faccia per un primo bilancio con Antonio Palmieri, il deputato di Cantù

Scritto da Antonio Palmieri | 3 giugno 2002 | RASSEGNA STAMPA

La Provincia di Como del 3 giugno 2002
di Enrico Romanò

Il 30 maggio di un anno fa metteva per la prima volta piede a Montecitorio, sotto le austere volte della Camera dei deputati. A portarcelo in carrozza erano stati i voti di un esercito di canturini, disposti a rischiare la carta dell’illustre sconosciuto venuto da Milano.
Ma Antonio Palmieri, nei dodici mesi trascorsi da allora, ha dimostrato di non aver dimenticato la Brianza per gli agi capitolini. E, soprattutto, di non aver considerato la “città del mobile” un trampolino buono solo per raggiungere il traguardo prefissato, salvo poi essere gettato tra i ferri vecchi una volta sfruttato.

I numeri parlano di lui come di uno stakanovista del Palazzo: in aula su 92 sedute, è rimasto assente solo una volta («Il giorno in cui hanno operato mia moglie», precisa), alzando la mano 4912 volte sulle 4966 votazioni effettuate fino a metà maggio scorso.
Ma anche a Cantù la sua presenza è stata tutt’altro che “fantasmatica”. Oltre ai contatti virtuali attraverso il suo sito Internet www. antoniopalmieri. it, l’onorevole quando ha potuto è tornato nella sua città d’adozione, dando vita anche a un ciclo di incontri per spiegare al territorio le novità partorite dal Parlamento e dal Governo. Durante l’ultima tornata elettorale, tuttavia, ha scelto di starsene in disparte, battezzando solo l’ufficializzazione di Tiziana Sala a candidato sindaco per la Cdl. Ma ormai le urne hanno dato il loro verdetto. Palmieri, Cantù ha trovato il suo nuovo primo cittadino.

Che cosa ne pensa di Tiziana Sala? Ho incontrato Tiziana Sala solo in occasioni ufficiali. Devo dire che mi ha fatto un’ottima impressione. Mi ha colpito soprattutto l’attenzione per la cultura, e non poteva essere altrimenti, vista la sua “specializzazione”. Anch’io ritengo che nella realtà canturina sia necessario oggi una riscoperta del valore della cultura, sia locale che nazionale. La cultura è base indispensabile per una buona amministrazione: se si hanno fondamenta forti, si è in grado anche di fare scelte innovative, sempre però coerenti con il mandato affidato dagli elettori.

Tiziana Sala è alle prese con il rebus della propria Giunta. Quanto peseranno i diktat che arriveranno dall’alto, soprattutto dal gruppo degli azzurri? Non peseranno affatto. Posso spiegare il metodo che ci siamo dati noi di Forza Italia. Il sindaco si confronta con il nostro coordinatore cittadino, e quindi l’onorevole Taborelli, che è il nostro commissario provinciale. Punto.

E’ davvero sicuro i piani regionali, o magari anche nazionali, non interferiranno?Assolutamente no.

Lei ha sempre detto di essere il deputato di tutto il collegio, al di là del colore politico. Avrebbe mantenuto l’impegno anche se a Cantù avesse vinto Rifondazione comunista? Se volessi cavarmela con una battuta, potrei dire che non mi ero mai posto il problema, poichè l’eventualità era alquanto remota. Ma non mi ero mai posto il problema anche perchè io sarei sempre rimasto il deputato di tutta Cantù. Magari però il dialogo sarebbe stato un po’ più difficile… Il mio atteggiamento nei confronti del territorio è uno solo: vado dove vengo invitato, e propongo iniziative dove me ne viene data occasione. Se le mie idee vengono accolte sono contento e mi metto al lavoro per perfezionarle. Altrimenti pazienza.

Con la Sala l’intesa sarà immediata? Per ora posso dire che la nostra collaborazione si è già concretizzata nell’incontro avuto con il sottosegretario Mario Pescante. Un incontro che io ho organizzato, ma al quale non ho potuto partecipare perchè stavo facendo il mio dovere altrove. Un incontro che ha dato il “la” alla possibilità di sbloccare la questione Palababele.

Il suo ruolino di marcia in Parlamento è impressionante. Ma di quante ore è composta la sua giornata? Di 24, come quella di tutti gli altri (ride, Ndr). Grazie al cielo gli impegni si succedono in giorni differenti. Tranne eccezioni, il lavoro alla Camera si concentra dal martedì al giovedì. Quindi per le attività nel collegio posso dedicare i fine settimana. Così riesco a tenere botta.

E il suo lavoro extra politico? Sono esperto di comunicazione e di Internet. Dal 1993 mi sono dedicato totalmente alla comunicazione elettorale di Forza Italia. Ma adesso ho smesso. Ritengo che, avendo un contratto a tempo determinato di 5 anni con gli abitanti del mio collegio, con loro ho un contratto di esclusiva.

E con la famiglia che si fa? Il mio ingresso in politica è stata una scelta comune. Mia moglie non solo mi sopporta, ma mi supporta in questa attività. E’ lei il mio primo consigliere politico.



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