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Museo dello Sport

Antonio Palmieri

Archivio del mese di novembre 2001

Museo dello Sport

Scritto da Antonio Palmieri | 29 novembre 2001 | Attività 2001

Interrogazione al ministro dell’università in merito alla situazione dell’università di Como
del 29 novembre 2001

Giovedì 29 novembre in Commissione cultura abbiamo discusso la seguente interrogazione urgente al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca, in merito alla situazione dell’Università di Como.
Io ho firmato questa interrogazione assieme ai colleghi Butti (primo firmatario) e Taborelli.

Testo dell’interrogazione

Premesso che:

dopo lo svolgimento di 3 anni accademici le decisioni assunte dagli organi di Governo dell’Università degli Studi dell’Insubria hanno comportato uno sviluppo significativo del Polo di Varese a cui non si è accompagnato un corrispondente sviluppo del Polo di Como;

la valutazione della situazione attuale può essere fatta con riferimento ai corsi di laurea presenti nell’anno accademico 1998-1999 rispetto a quelli attualmente attivati e con riferimento alle matricole che si iscrivono al primo anno dei corsi delle due sedi, al personale docente e dedicato alla ricerca ed al numero dei dipendenti tecnico-amministrativi;

i dati disponibili evidenziano il fatto che la sede di Varese ha attivato un significativo numero di corsi, mentre presso la sede di Como il numero dei nuovi corsi attivati è di gran lunga inferiore. Tra l’altro, numerosi corsi sono stati attivati dalla Facoltà di Scienze, che il rapporto predisposto dal nucleo di valutazione indicava come facoltà che avrebbe dovuto essere trasferita al Polo di Como “dato il maggior numero di corsi di laurea lì attivati”;

i dati mostrano inoltre come il maggior numero di corsi presenti presso il Polo di Varese abbia comportato una caduta delle matricole dell’anno accademico 2001-2001 che si sono iscritte a Como (alla data del 30 settembre scorso). Nell’anno accademico 1998-1999 la percentuale delle matricole di Como sul totale dell’Insubria era del 42%; per il 2001-2002 la percentuale scende al 26%. La flessione delle iscrizioni appare costante nel tempo. Per quanto riguarda il personale docente e ricercatori ed il personale tecnico-amministrativo, si mette in evidenza il fatto che lo squilibrio iniziale non è stato colmato nel corso dei tre anni monitorati (un quarto a Como e tre quarti a Varese);

per quanto attiene il tema delle risorse finanziarie, si rileva che contrariamente a quanto suggerito nel rapporto dell’Osservatorio, non risulta essere stato definito “un bilancio per le singole sedi”. I finanziamenti erogati dagli enti locali vengono accreditati ai Poli di pertinenza, ma le risorse comuni vengono assegnate in funzione del numero dei corsi e degli studenti, parametri che non contribuiscono a mantenere equilibrate le risorse fra le due realtà, perpetuando lo squilibrio attuale;

anche per quanto attiene i finanziamenti di carattere straordinario, previsti dalla legge 3 agosto 1998, n.315, non risulta una equa ripartizione dei 75 miliardi di lire resi disponibili dall’articolo 3. Si ha notizia dell’assegnazione di 25 miliardi alla sede di Como, di cui 5 miliardi per la ristrutturazione del chiostro di S.Abbondio, di 11 miliardi per il completamento della sede di di via Valleggio (anello interessato e piazzale d’ingresso) e di 9 miliardi per il miglioramento della viabilità fra Como e Varese;

quale sia in ordine a quanto in premessa il futuro della sede di Como eccessivamente penalizzata dalla fusione con la sede di Varese, e quale sia l’opinione del Governo in relazione a quanto in premessa e quali provvedimenti intenda assumere, per colmare il divario sviluppatosi tra il Polo di Varese e quello di Como.


Una Finanziaria normale in un tempo anormale

Scritto da Antonio Palmieri | 27 novembre 2001 | Attività 2001

Intervento in Commissione durante la discussione sulla legge finanziaria per il 2002
del 27 novembre 2001

Il mio intervento si articolerà in due parti. Nella prima presenterò alcune considerazioni riguardanti la finanziaria. Nella seconda presenterò una breve riflessione che mi sembra utile puntualizzare dopo aver letto e ascoltato gli interventi degli esponenti dell’opposizione, che ringrazio perché mi hanno consentito di distinguere ancora una volta la diversità tra la nostra e la vostra impostazione culturale e quindi politica.

1. LA FINANZIARIA.

Per valutare come si deve le misure della finanziaria che riguardano le competenze della nostra commissione occorre valutare in quale contesto esse si collocano:

La finanziaria che il governo Berlusconi ha presentato non è quella che avevamo immaginato di fare: volevamo fare ben di più, e lo avremmo fatto se due circostanze eccezionali, l’extra deficit di 26.000 miliardi che abbiamo ereditato dal governo precedente e i fatti dell’11 settembre, non ci avessero costretto a varare una “finanziaria normale in tempi anormali” e non la finanziaria di svolta che avevamo previsto di poter mettere in campo.

L’opposizione ha maltrattato le misure della finanziaria che riguardano le competenze della nostra commissione nello stesso modo in cui il sottosegretario Aprea ha considerato nel suo intervento le finanziarie dei governi dell’Ulivo. Ma c’è una differenza fondamentale: noi oggi ci troviamo ad esaminare la prima finanziaria di questa legislatura mentre il sottosegretario Aprea ha, con ragione, demolito quanto fatto dai governi precedenti perché ha potuto prendere in esame una serie storica di ben 5 finanziarie e ha potuto valutare la distanza tra previsioni e realizzazioni, tra promesse e realtà.

Peraltro il Ministero e il Governo non hanno atteso le misure previste nella finanziaria per iniziare la necessaria opera di cambiamento, con decise e innovative azioni di governo. In primo luogo stiamo rispettando pienamente il Piano di governo presentato agli elettori, che prevedeva la sospensione immediata della riforma dei cicli scolastici e la messa a punto, entro il secondo anno di governo, di un nuovo progetto di riforma del sistema educativo nazionale, pensato, attuato e verificato assieme a chi nella scuola vive e lavora: gli insegnanti, le famiglie, gli studenti.
Assieme ai preparativi necessari per realizzare nuovo progetto di riforma, il Ministero ha messo in atto una serie di iniziative che pongono le basi del cambiamento del sistema scolastico italiano.

Ne cito alcune:
– l’innovativo uso dell’e-learning e di Internet per la formazione in servizio e per la didattica per i 60.000 professori assunti nella scorsa estate;
– l’istituzione della commissione di studio per la stesura del codice unico per la scuola, per sfoltire gli oltre 10.000 dispositivi normativi in vigore e sollevare il corpo docente dalla maggior parte delle incombenze amministrative che (per l’appunto) incombono sul loro vero lavoro: insegnare (per la precisione 3241 ‘ su 10.000 – di questi dispositivi sono stati emessi durante i governi dell’Ulivo);
– l’istituzione della commissione di lavoro sulla deontologia del personale docente, presupposto fondamentale per la creazione di un vero ordine professionale degli insegnanti;
– l’istituzione della commissione per l’applicazione della legge sulla parità tra scuola statale e scuola non statale, per risolvere le tante questioni che ancora oggi limitano la libertà di scelta della famiglie tra sistema statale e sistema privato;
– l’avvio di un progetto pilota per la valutazione della scuola italiana, prima tappa per la messa a punto di un sistema di valutazione nazionale utile e affidabile.

Tutte queste misure rivoluzionano l’impianto della Pubblica Istruzione e mirano a rendere gli insegnanti partecipi della rifondazione e del rilancio del sistema educativo italiano. E sulla centralità dei docenti è impostata la politica di investimenti nella scuola, come mostrano anche gli interventi contenuti nella legge finanziaria. Per la valorizzazione del personale docente sono previste risorse aggiuntive nel 2002 (sia pure contenute causa la situazione finanziaria restrittiva dovuta all’extradeficit e alla guerra al terrorismo), e tutte le economie conseguenti a interventi di riqualificazione della spesa nel 2003 (381,34 milioni di euro) e nel 2004 (726,75 milioni di euro). Come è noto, queste risorse specifiche per la scuola si aggiungono a quelle previste in via generale per i rinnovi contrattuali di tutto il pubblico impiego.
Inoltre, nel rispetto delle disposizioni contrattuali vigenti, si è inoltre consentito il prolungamento dell’orario dei docenti fino ad un massimo di 24 ore ma le ore aggiuntive di lavoro saranno effettuate solo dai docenti disponibili e verranno compensate come lavoro straordinario, secondo quanto previsto dal contratto di comparto.
E’ stato infine previsto il rimborso delle spese sostenute dai docenti per l’aggiornamento professionale: un altro concreto e importante passo per un più completo riconoscimento dell’importanza della funzione e del ruolo di docenti, per i quali il Ministro prevede di introdurre una area contrattuale separata nel prossimo rinnovo di contratto.

In definitiva, dalla finanziaria e da tutte le altre iniziative di governo fin qui intraprese
viene confermata l’impostazione del Ministro Moratti e di tutta la Casa delle Libertà: la non più rimandabile riforma della scuola non può avvenire che con il pieno coinvolgimento dei docenti. E’ cosa ben diversa dal considerare i docenti come degli impiegati o come dei numeri in eccesso, come ci è stato rimproverato dalla minoranza.

2. LA CONCEZIONE DELLO STATO.

La discussione in merito all’art.24 della finanziaria (con il relativo intervento del sottosegretario Sgarbi e l’emendamento a firma del presidente Adornato che chiarirà il reale significato del testo) è stata interessante perché ha fatto emergere ancora una volta con chiarezza la differente concezione dello Stato che divide opposizione e governo.
Ci avete con veemenza ricordato che spetta allo Stato assicurare il diritto di ciascun cittadino ad accrescere le proprie conoscenze per raggiungere il più elevato grado possibile di studi e di conoscenze. Ma – al di là della oggettiva considerazione che oggi grazie alle nuove tecnologie sono accessibili una tale sovrabbondanza di fonti di sapere non statali – da questa insistenza sul ruolo dello Stato ho visto emergere (lo dico con rispetto e non polemicamente) la concezione padronale dello Stato tipica della sinistra.

Da una parte c’è quello che voi chiamate il ‘pubblico’, cioè lo Stato, per definizione buono e giusto; dall’altra vi sono i cittadini e la società, di norma egoisti, sopraffatori dei più deboli, incapaci di pensare altrimenti che in una logica di profitto, profitto che – se si può considerare legittimo dal punto di vista delle leggi al fondo resta sempre moralmente disdicevole.
In base a questa concezione lo Stato è cosa di pochi, di coloro che sono al governo e non è del popolo italiano. Noi invece pensiamo che tutti siamo lo Stato, e che, di conseguenza, ognuno è in grado di agire usando la propria libertà con responsabilità nei confronti degli altri. Riteniamo che si possa agire per sé senza voler necessariamente ledere gli altri, anzi capaci addirittura di sentirsi ed essere responsabili di tutti e di farsi carico delle esigenze altrui. Pensiamo che pubblico, cioè ‘per tutti’ non vuol dire per forza di cose ‘dello Stato’, cioè in realtà dei pochi che sono al potere.

Per questo motivo voi accusate il Ministro di voler privatizzare la scuola e chiamate ‘attacco al carattere pubblico della scuola, al diritto di tutti di avere una istruzione qualificata’ quella che è in realtà ‘solamente’ l’apertura della scuola alla corresponsabilità della società. Vedete come sbilanciamento a favore dei privati quello che in realtà non è altro che un necessario riequilibrio tra presenza dello Stato e azione responsabile della società. Noi non proponiamo la privatizzazione della scuola ma intendiamo far entrare a pieno titolo nel sistema pubblico oltre all’offerta statale di servizi anche un’offerta privata (entrambe dunque regolate dalle autorità governative) sulla quale chiamare a intervenire imprese, cooperative, mondo del no-profit, come già avviene in tutti i paesi a democrazia avanzata, nei quali il sistema pubblico dell’istruzione vede la presenza in campo alla pari di soggetti statali e soggetti privati.
Infatti proprio con il pieno coinvolgimento della società nella gestione dei servizi educativi, si accresce la responsabilità di tutti verso il “bene comune”, mentre oggi accade esattamente l’opposto e i cittadini si sentono sudditi di uno Stato-padrone nei cui confronti di norma si assumono due tipi di atteggiamento: l’inganno o il lamento.

Al tempo stesso non siamo così ingenui da pensare che i furbi e i disonesti cesseranno di esistere e di agire. Siamo ben consapevoli che non esiste il sistema perfetto perché non esiste uomo perfetto: il compito dello Stato è proprio quello di vegliare, intervenire, correggere, se necessario punire. Anche la libertà ha i suoi “inconvenienti” ma essi sono di gran lunga preferibili a quelli dello statalismo. E per quanto ci riguarda essere contro lo statalismo non significa essere contro lo Stato a tantomeno contro la scuola statale. Infatti – come è anche indicato nel Piano di governo presentato agli elettori – la naturale priorità della nostra azione di governo nel campo della scuola è costituita dalla scuola statale, che non va assolutamente dequalificata ma all’opposto rilanciata: questo è ciò che abbiamo cominciato a fare, con la nostra finanziaria e con gli altri interventi che ho menzionato.

Grazie!


Legame stretto con il territorio grazie a internet

Scritto da Antonio Palmieri | 24 novembre 2001 | RASSEGNA STAMPA

Giornale di Cantù del 24 novembre 2001

Sabato 17 novembre, alle ore 16:30, presso la sede del Club Forza Italia Cantù, l’ onorevole Antonio Palmieri, eletto con oltre 13000 voti quale rappresentante del collegio canturino presso la Camera dei Deputati alle politiche del 13 maggio scorso, ha presentato un nuovo strumento di comunicazione con il territorio. Sede azzurra affollatissima, oltre a numerosi simpatizzanti e membri del Club, tra cui il suo presidente Ambrogio Panzeri, a sostenere la nuova iniziativa dell’onorevole Palmieri, anche Giorgio Pozzi, Renata Pastori, coordinatrice cittadina, e Massimo Cappelletti, Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale.

L’onorevole, dopo la presentazione del suo sito personale, rilancia il suo progetto di creare un legame forte con il territorio introducendo un nuovo strumento in grado di aggiornare chiunque lo desideri, riguardo la sua attività parlamentare, le proposte e le iniziative a carattere territoriale e nazionale e gli appuntamenti che interesseranno l’attività politica di Palmieri. Questo strumento si chiama “ContattoPalmieri” e consiste in una newsletter alla quale è facilissimo iscriversi accedendo al sito www.antoniopalmieri.it. L’onorevole ha ricevuto inoltre un encomio dall’assessore regionale alla New Economy, Giorgio Pozzi, che ha sottolineato l’importanza e l’utilità delle nuove tecnologie a favore di una migliore comunicazione.

“Ricevo una media di cinque, sei messaggi di posta elettronica al giorno, ai quali garantisco una risposta nell’arco delle 24 ore” ha detto l’onorevole, che ha aggiunto: “I contenuti dei messaggi sono di vario genere, dalle riflessioni di carattere politico agli incoraggiamenti e suggerimenti”. Il legame con il territorio prima di tutto, inoltre, sul sito personale dell ‘onorevole è possibile accedere ad una rubrica chiamata “Diario”: un vero e proprio quaderno dove Palmieri riporta la sua attività quotidianamente.

“Legame con il territorio e grande trasparenza sul mio operato: ho il 100% delle presenze in aula e, anche se non mi è ancora possibile disporre di dati precisi, credo di avere il 99% delle presenze in sede di votazione solamente perché qualche volta devo assentarmi anche io per andare in bagno” ironizza Palmieri che lancia una sfida: “Spero che la newsletter raggiunga i 4000 iscritti entro la fine del mio mandato, è un obiettivo ambizioso, ma per questo conto sulla collaborazione dei canturini”.


C’è posta per te, sul web linea diretta con il deputato

Scritto da Antonio Palmieri | 18 novembre 2001 | RASSEGNA STAMPA

La Provincia di Como del 18 novembre 2001
di Enrico Romanò

Un onorevole a portata di mano 24 ore su 24. Antonio Palmieri, deputato di Forza Italia, ha presentato ieri la sua newsletter: uno strumento che gli permetterà di essere più vicino a quel territorio che lo ha mandato a Roma accompagnato da una valanga di voti.
All’inaugurazione, avvenuta nella sede “azzurra” di via Santa Maria, era presente l’intero stato maggiore di Forza Italia: dall’assessore regionale alla New Economy Giorgio Pozzi, al presidente del club canturino Ambrogio Panzeri; dalla coordinatrice provinciale Renata Pastori, al capogruppo in Consiglio comunale Massimo Cappelletti. «La newsletter si chiama ContattoPalmieri – ha detto il deputato – e si tratta del secondo tassello di questo meccanismo di comunicazione permanente che mi consente di interagire con tutti gli abitanti del mio collegio».
Con l’iscrizione a ContattoPalmieri, gratuita attraverso il sito www. antoniopalmieri. it, sarà possibile ricevere nella propria casella e-mail messaggi e proposte spedite dal parlamentare. Quattro gli argomenti principali sui quali verteranno le missive: relazioni sull’attività parlamentare, appuntamenti di importanza nazionale e locale, documenti inerenti il territorio, risorse e riferimenti Internet utili per approfondire tematiche che interessano la politica italiana o del collegio. «La newsletter è già attiva – ha detto Palmieri – e attualmente conta 44 iscritti. Il mio obiettivo è di raggiungere quota 4000 entro la fine del mio mandato. So che la meta è ambiziosa, ma siamo abituati a proporci traguardi ambiziosi. Conto molto sul passaparola delle persone, perché ContattoPalmieri vivrà dell’iniziativa di chi vorrà farla vivere».
Il parlamentare si è anche nuovamente impegnato a rispondere nell’arco di una giornata a tutte le lettere che gli verranno spedite attraverso il suo indirizzo di posta elettronica. «Ricevo cinque o sei messaggi al giorno – ha rivelato – la gente mi chiede informazioni su problematiche che riguardano le leggi, oppure fa considerazioni di natura politica, oppure ancora mi dà incoraggiamenti e consigli».
Circa il suo impegno a Montecitorio, ha assicurato di non essere uno di quelli andati a Roma solo per onor di firma. «Ho il 100% delle presenze in aula – ha affermato – e, anche se non dispongo di statistiche precise, credo di avere il 99% delle presenze in sede di votazione. Non raggiungo il massimo solo perché qualche volta devo andare in bagno anch’io».


L’informazione RAI può continuare ad essere così irresponsabile??

Scritto da Antonio Palmieri | 14 novembre 2001 | Attività 2001

Lettera al presidente della RAI
del 14 novembre 2001

Qualche settimana fa, assieme ad altri trenta parlamentari della Casa delle libertà, avevo inviato una lettera al presidente della Commisssione di vigilanza RAI, protestando per l’uso fatto da Santoro della Tv pubblica come megafono per i terroristi di Bin Laden. Dopo la deludente risposta del presidente della RAI, questa è la nostra replica.

Signor Presidente,

nella Sua risposta alla Commissione di Vigilanza della Rai, indirizzata al Sen. Claudio Petruccioli, nella quale Ella replica alla nostra lettera di protesta relativa alla partecipazione in una trasmissione televisiva di Michele Santoro dello Sceicco Omar Bakri, teorico del pensiero di Bin Laden, Ella si trincera dietro semplici ragioni di “logiche televisive” facendosi scudo del ruolo di “anchorman” e del prestigio di personaggi come Biagi, Vespa e dunque lo stesso Michele Santoro, da noi mai messo in dubbio.
Ci permetterà di dissentire. Nessuno di noi voleva mettere in dubbio il prestigio della Rai, le sue scelte, le eccellenti professionalità, l’altissimo livello delle competenze, l’autorevolezza di personaggi e programmi. Il punto era e resta un altro. Ci chiediamo se la guerra, il durissimo scontro internazionale in atto possano essere scambiati per un videogioco da salotto, se le ragioni, se pur sacrosante, degli ascolti e dell’audience possano venire prima degli interessi nazionali.

Signor Presidente,

Lei ritiene o no che chi porta questo conflitto fin dentro le nostre case, per tramite della TV pubblica, debba far prevalere in ogni caso rispetto al diritto di informare, il dovere di evitare che alcune informazioni, che certi interventi si trasformino in taglienti “boomerang” od addirittura in aperte teorizzazioni della “giusta causa” del terrorismo internazionale? I recenti, indicibili, indecorosi insulti al Crocefisso (vere e proprie bestemmie) proferiti in diretta televisiva dal Presidente dei Musulmani Italiani, Adel Smith, nella trasmissione di Vespa, “Porta a Porta”, se pure vigorosamente contrastati dallo stesso sconcertato conduttore, non rappresentano forse una provocazione eccessiva ed inaccettabile? Non costituiscono offesa dei nostri valori fondamentali; alla concezione stessa della vita e della morte che noi italiani abbiamo maturato in secoli di evoluzione delle nostre idee e del nostro pensiero? Per non parlare della delega di difesa dei valori cattolici, affidata incredibilmente a Padre Benjamin assurto purtroppo, alla fama nazionale per le posizioni antioccidentali!!

Signor Presidente,

non crede che la professionalità dei conduttori televisivi si misuri anche dalla scelta dei propri ospiti in studio? Non crede che possano esserci persone più equilibrate in grado di sostenere anche idee scomode? E non Le sembra banale da parte sua difendere acriticamente le trasmissioni di Santoro, quasi che chiamarsi Santoro o Vespa o Biagi sia bastevole per essere autorizzati a trasmettere qualunque esternazione, anche la più sconveniente ed offensiva? Non Le pare che un invito alla moderazione, una lettura critica del nostro modo di pensare e fare la televisione, oggi sia irrinviabile?
Aprire un dibattito sull’etica della responsabilità nell’informazione televisiva italiana in un tempo di crisi come quello che stiamo vivendo era il nostro non recondito obiettivo, non avevamo verità da imporre. Se Lei dovesse insistere nel farsi paladino di questa televisione degli eccessi, se si insistesse a chiamare ancora in televisione personaggi tanto inquietanti, allora, ci consentirebbe almeno di chiederci in quale irraggiungibile meandro di questa nostra frenetica Italia sia finita l’antica virtù della saggezza?

Questa volta, signor Presidente, limiteremo le firme a 3, non perché non sia possibile raggiungere su questo tema il numero di 30 o 60 o 90, ma per evitare, come la volta scorsa, di consentirLe di trattare con annoiata noncuranza altri autorevoli colleghi che come noi, eletti democraticamente, rappresentano il popolo italiano.

On. Guido Crosetto, On. Gianfranco Blasi, On. Antonio Palmieri


Tv e minori: la legge Gasparri è un ottimo passo in avanti

Scritto da Antonio Palmieri | 14 novembre 2001 | Attività 2001

del 14 novembre 2001

Esprimo l’apprezzamento del gruppo di Forza Italia per l’emendamento 9.600 del relatore per la VII Commissione, che evidenzia la continuità della positiva azione intrapresa dal Governo a tutela dei minori e fa fare alla stessa un grande passo in avanti, inserendo in una legge, in questa legge, il Codice di autoregolamentazione Tv e minori e dando quindi ad esso una forza e una cogenza che prima non aveva, essendo lasciato alla buona volontà delle emittenti che avevano deciso di farlo proprio.
In particolare sottolineo che lo spirito del testo del comma 2 di tale emendamento, è, da un lato, di dissipare il sospetto di un intento censorio nei confronti dei soggetti che fanno televisione e, dall’altro, di chiamare ad una duplice collaborazione le imprese e le famiglie. Serve responsabilità da parte delle imprese ma se manca l’azione della famiglia nella tutela dei minori, qualsiasi tipo di normativa è destinata a fallire.


Parere al decreto legge contro la violenza negli stadi

Scritto da Antonio Palmieri | 14 novembre 2001 | Attività 2001

del 14 novembre 2001

A nome del gruppo di Forza Italia esprimo innanzi tutto l’apprezzamento per il testo del decreto-legge in esame: in situazioni eccezionali occorrono interventi eccezionali, magari limitati al tempo strettamente necessario per porre fine all’emergenza.

Condivido alcune delle considerazioni svolte nella seduta precedente dal deputato Lolli, in particolare sulla importanza della cultura sportiva come prevenzione della violenza. Sono convinto che un buon antidoto contro la violenza che si registra in occasione delle competizioni sportive, potrebbe essere rappresentato anche dall’incentivazione della pratica sportiva, che rende più consapevoli e “competenti”.

In merito al ruolo dei media nella informazione sportiva, voglio sottolineare l’esigenza che i giornalisti sportivi non enfatizzino alcuni episodi ricorrendo a commenti a volte eccessivi. A tale riguardo, penso che il nuovo consiglio di amministrazione della RAI potrebbe svolgere una funzione utile, nel senso di prevedere alcune trasmissioni finalizzate anche alla diffusione della cultura sportiva che siamo utili esempi anche per altre trasmissioni sportive.

Per questi motivi ribadisco il parere favorevole del gruppo di Forza Italia.


Museo dello sport

Scritto da Antonio Palmieri | 12 novembre 2001 | Attività 2001

Ordine del giorno che impegna il governo a costituire una sezione dedicata allo sport dei disabili e degli enti di promozione sportiva
del 12 novembre 2001

In occasione della discussione del provvedimento “Misure contro la violenza nello sport e il doping e istituzione del Museo dello sport”, titolo un po’ astruso che di fatto si riferisce alla creazione di un Museo nazionale dello sport ho presentato il seguente Ordine del giorno:

“Considerato che gli enti di Promozione sportiva costituiscono realtà diffusissime nel territorio, ricche di tradizione e della dedizione di migliaia di dirigenti e di animatori volontari, e che pertanto rappresentano un pezzo importante della storia dello sport italiano, che merita di trovare adeguata collocazione nel Museo dello sport;

ritenuto necessario dare il giusto risalto all’attività sportiva svolta da soggetti disabili, attività che costituiosce un titolo di merito per la nostra nazione e un esempio utile a diffondere modelli di pratica sportiva che sono esemplari per tutti gli italiani;

impegna il Governo
a prevedere l’istituzione, nel costituendo Museo dello sport italiano, di una sezione dedicata allo sport di base, in particolare a quello realizzato dagli enti di promozione sportiva, e di una sezione dedicata allo sport praticato dai disabili.”


Palmieri autore del “Manifesto per la pace”

Scritto da Antonio Palmieri | 10 novembre 2001 | RASSEGNA STAMPA

Giornale di Cantù del 10 novembre 2001

E’ l’ideatore e il coautore del “Manifesto per la pace nella giustizia”, assieme a Ferdinando Adornato e Sandro Bondi. Lui è l’onorevole Antonio Palmieri, il deputato eletto nel collegio di Cantù. Il nostro territorio, dunque, domani, sabato, sarà un protagonista di primissimo piano dell’Usa Day, la manifestazione che dovrebbe richiamare a Roma circa 20.000 persone. Una mobilitazione voluta contro il terrorismo per un pace giusta. Il manifesto elaborato dai tre parlamentari vuole innanzi tutto testimoniare la solidarietà dell’Italia e ricordare la ferita che il terrorismo hai inferto agli Stati Uniti l’11 settembre scorso. Ma vuole anche ribadire il totale impegno del nostro Paese a fianco degli Usa e di tutti gli Stati che fanno parte dell’alleanza mondiale contro il terrorismo.
Il documento vuole pure testimoniare al mondo islamico che non siamo di fronte a guerre di religione o a conflitti sui modelli di vita, come vogliono fra credere i terroristi, ma di fronte ad un unico odioso nemico della vita e della libertà di tutti i popoli. Quella al terrorismo è una guerra comune, che bisogna combattere con una legittima azione militare mirata, ma anche con una grande battaglia politica e culturale. Il manifesto auspica poi un’azione politica che conduca ad una pace convinta e consapevole in tutte le aree a rischio del pianeta, a partire dal Medio Oriente. Quindi viene rivolto un appello ai Governi, a cominciare da quello italiano, affinché mettano in pratica quanto deciso durante il G8 di Genova: nuova politica di programmazione economica, tecnologica e sociale nei confronti delle aree povere del mondo. L’invito è quello di andare a Roma con le bandiere italiane vicine a quelle americane, nelal convinzione che nessun bene è più prezioso della libertà.

“Sono sempre stato convinto che la politica deve essere caratterizzata da buone idee – ci ha spiegato Palmieri – E questa mi sembra una buona idea, ma anche coerente con il mio passato, la mia storia, la mia cultura. Sono contento anche delle adesioni raccolte da questo manifesto”.
All’appello hanno infatti aderito intellettuali di culture e sensibilità diverse come Gianfranco Pasquino, Sergio Castellitto, Pupi Avati, Piero Cascella, Enrico Ruggieri, Antonio Socci, Stefano Zecchi, Giuliano Cazzola. L’appello può essere firmato anche da qualsiasi cittadino: basta mandare un’e-mail al sito del parlamentare canturino: www.antoniopalmieri.it.
Anche Forza Italia di Como ha aderito all’Usa-Day. A Roma sono andati circa un centinaio di comaschi, con i due pullman organizzati dagli azzurri lariani.


Palmieri: “Non ci siamo dimenticati del signor Canio”

Scritto da Antonio Palmieri | 9 novembre 2001 | RASSEGNA STAMPA

La Provincia di Como del 9 novembre 2001
di Enrico Romanò

Non è caduto nel vuoto l’appello di Canio Rutilo. Ma le possibilità che l’anziano combattente riesca a vedersi riconosciuto un indennizzo per gli anni passati nel campo di concentramento di Kastroprauxen sono comunque molto esili. La storia dell’ottantenne di Intimiano, ai lavori forzati nella Germania nazista dal settembre del ’43 alla primavera del ’45, ha molto colpito il parlamentare di Forza Italia Antonio Palmieri, che ha deciso di interessarsi alla sorte dell’ex militare.
“Ho letto con molta attenzione la vicenda del signor Canio – dice l’onorevole – e comprendo il suo stato d’animo, la sua sensazione di essere stato abbandonato dopo aver fatto il proprio dovere servendo la Nazione. Sto investigando su questo problema che coinvolge molti nostri soldati deportati in Germania nella Seconda guerra mondiale. Posso assicurare che non c’è disinteresse nei loro confronti. Già prima dello sfogo del signor Canio un altro mio collega, l’onorevole Dario Rivolta, aveva portato la questione davanti al Ministero degli Affari Esteri e a quello della Difesa affinchè venissero fatte pressioni sul governo tedesco. Ora insieme stiamo andando oltre, e di recente abbiamo presentato un’interrogazione perchè venga dato il giusto indennizzo a chi ha vissuto sulla sua pelle quel triste capitolo della nostra storia”.
Il deputato ammette però che la strada che porta al risarcimento per i soprusi patiti è ancora lunga e piena di insidie. “Purtroppo il governo di Berlino non riconosce ai nostri deportati lo status di prigionieri – spiega – perchè Hitler aveva etichettato i nostri compatrioti come semplici militari italiani internati. Questa classificazione gli permetteva di schiavizzarli senza dover rispettare la Convenzione di Ginevra del ’29. E la Germania, ancor oggi, si attiene alla definizione di Hitler dettata nel ’43. Per questo il risarcimento diventa così difficile”. “In questo momento – prosegue Palmieri – siamo in attesa di avere una risposta chiara dai tedeschi. Le prospettive però non sono buone, perchè la Germania è molto restia a concedere indennizzi. E in più, vista la situazione internazionale, tutta l’attenzione è puntata sulla guerra in corso. Quindi tutte le altre questioni vengono lasciate in secondo piano”.
“Il signor Canio può però stare sicuro che noi andremo avanti – afferma – anche se non voglio alimentare false speranze. Ma per dimostrargli la mia solidarietà gli telefonerò personalmente. Gli dirò che il sacrificio di parte della sua giovinezza per la difesa della Patria non è stato vano, e dovrà continuare ad andare orgoglioso per quello che ha fatto. Anzi, invito tutte le persone del mio collegio che vivono nella stessa condizione a scrivermi ed a unirsi per dare maggiore forza alla loro voce. Intanto li invito a contattare l’Associazione nazionale reduci e prigionieri di Roma, dove potranno ricevere un valido aiuto, telefonando allo 06/7004253”.



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